Ne avevamo parlato su AostaNews24 (vedi sotto l’articolo) ed ora arriva la conferma direttamente dalla Polizia di Stato: nelle ultime settimane sono state rilevate numerose frodi online in danno ai correntisti degli istituti di credito e di Poste Italiane.
Questo genere di truffe online è in aumento, se si pensa che solo nel primo semestre del 2023 – presso la Polizia postale di Aosta – sono state sporte sei querele, pari ad un danno economico di circa 69.000 euro sottratti con fraudolenza.
Le modalità più comuni di truffa
Il ricorso dei truffatori a messaggi SMS (tecnica del c.d “smishing”) e chiamate vocali (tecnica del c.d “vishing”) apparentemente provenienti da Poste Italiane o da istituti di credito è frequente: lo scopo è carpire i dati personali e bancari degli utenti, oltre che entrare in possesso delle credenziali di accesso ai conti correnti per prelevare denaro in modo illecito.
E’ necessario prestare particolare attenzione perché i truffatori, in questa tipologia di raggiri, sono in grado di far apparire “POSTE INFO” o il nominativo della banca quale mittente dell’SMS. Il messaggio si accoda alle notifiche già effettivamente ricevute da Poste Italiane o dall’Istituto di credito, rendendo la comunicazione particolarmente credibile.
Vi sono solitamente due modalità di realizzazione di tali cyber truffe:
- l’SMS riporta frasi tipo “il tuo pacco è in attesa di consegna…”, “il tuo pacco è in giacenza…”, con l’invito ad accedere al link ivi presente; cliccandolo poi si viene reindirizzati su una pagina web creata ad hoc dai cyber criminali sulla quale è richiesto l’inserimento dei dati della carta di credito (con scadenza e codice CVV) che verrà poi utilizzata abusivamente per pagamenti e acquisiti online;
- più pericolosi ancora, per il danno economico potenzialmente più elevato, sono gli SMS con presunte comunicazioni di tipo allarmistico, come “il tuo conto è stato bloccato, procedi subito allo sblocco”, “è stata rilevata un’attività illegale sul tuo conto…”, “è stato rilevato un accesso al tuo conto corrente …”, ecc. Seguendo il link presente si accederà ad una pagina web creata appositamente con la medesima grafica di Poste Italiane oppure della banca ove, inserendo le proprie credenziali, queste sono direttamente acquisite dal truffatore per la conseguente attività illecita.
L’SMS è solitamente seguito da una chiamata vocale, nella quale un finto operatore informerà la vittima dell’attivazione di una “procedura di sicurezza” finalizzata a risolvere l’anomalia, chiedendo la sua collaborazione nel fornire ancora una volta dati personali e finanziari. Venuti in possesso delle credenziali di accesso al conto corrente, i cybercriminali perfezionano la loro truffa richiedendo infine il codice OTP (one time password) con il quale autorizzare bonifici.
Una volta che i truffatori hanno ottenuto tutti i dati sensibili necessari al compimento degli illeciti invitano la vittima a non relazionarsi con “altri” consulenti di Poste Italiane, oltre che a disinstallare l’APP per alcuni giorni, guadagnando così tempo utile per la finalizzazione delle transazioni fraudolente.
Come evitare questo genere di truffe?
Ma allora gli utenti come possono evitare questo genere di truffe che spesso si rivelano particolarmente insidiose? Vediamo insieme i consigli della Polizia Postale:
- prestare attenzione ad ogni comunicazione, i messaggi di smishing/phishing contengono spesso errori ortografici/grammaticali;
- la sola ricezione di comunicazioni di smishing/phishing non è pericolosa, ma non si deve mai cliccare sui link allegati, piuttosto è indicato bloccare il mittente o contrassegnare il messaggio come spam e cancellarlo;
- accedere sempre al sito interessato digitando ogni volta il suo esatto indirizzo dal motore di ricerca, evitando i link forniti via SMS/email;
- tenere sempre a mente che nessuna azienda chiede dati personali o credenziali di accesso ai propri profili;
- impostare password “robuste” con una adeguata sequenza alfanumerica e sostituirle periodicamente;
- usare password diverse per servizi diversi;
- nel caso di dubbio interrompere eventuali comunicazioni sospette e informare il proprio istituto di credito;
- mantenere i propri dispositivi aggiornati (sistema operativo e antivirus/firewall, ecc.);
- non fidarsi mai delle utenze telefoniche che ci contattano, potrebbero essere oggetto di “spoofing”;
- in ogni caso mai fornire password, codici di accesso e PIN a terzi, soprattutto se vengono addotti motivi improrogabili;
- attivare sistemi di alert che notifichino all’utente tutte le operazioni bancarie in uscita;
- in caso di necessità contattare le forze dell’ordine o la Polizia postale.




