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Occhio alla truffa: segnalati tentativi di “fishing” con falsi messaggi delle Poste Italiane

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di Giuseppe Manuel Cipollone

Occhio alla truffa, è proprio il caso di sottolinearlo. Stanno circolando anche in Valle d’Aosta numerosi messaggi truffaldini ben congegnati, i quali sono tentativi di appropriazione di dati personali e di pagamento comunemente chiamati “fishing”.

Nello specifico starebbero girando dei messaggi apparentemente inviati da Poste Italiane, ed in realtà spediti da anonimi truffatori senza scrupoli. Il meccanismo è semplice, però decisamente ingannevole.

Per prima cosa vi potrebbe arrivare un messaggio che vi segnala un tentativo di accesso ai vostri dati, rivelandovi dettagli molto circostanziati sulla presunta violazione. Il messaggio potrebbe rivelarsi molto insidioso, perché graficamente riproduce in modo fedele i messaggi che Poste Italiane spedice come comunicazioni ai cittadini e utenti.

Allarmati dalla violazione è molto facile seguire le istruzioni indicate nel messaggio per evitare un presunto blocco del proprio conto postale. Qui verrà pertanto richiesto di inserire alcuni dati personali e del proprio account postale che, una volta inseriti, saranno in mano ai truffatori. Fra questi particolarmente importante è il numero telefonico.

Una volta inserito il proprio numero telefonico, infatti, dopo alcune ore si riceverà una telefonata in cui un presunto addetto del “servizio sicurezza” delle Poste Italiane vi chiederà se possiate confermare che siate voi, legittimi titolari del conto postale, gli artefici di un determinato movimento dal conto avvenuto in Albania alcuni giorni prima. Ed è in questo momento che la truffa è quasi compiuta, perché alla probabile conferma che il tentativo di movimento (in realtà inesistente) non sia di vostra origine, il presunto addetto del servizio di sicurezza farà confessare all’ignaro truffato il PIN della propria carta con il paradossale pretesto di verificare e bloccare il movimento anomalo.

Come difendersi dal fishing?

I tentativi di appropriazione online di dati sensibili e dei conti correnti stanno diventando ogni giorno più sofisticati, in particolare nelle fasce di popolazione che non hanno una forte cultura digitale. Nella maggior parte dei casi però, è possibile evitare truffe odiose adottando alcuni comportamenti di prevenzione abbastanza semplici.

Il primo è controllare sempre il codice URL della pagina che ci chiede di inserire dati personali. Nel caso di specie, ad esempio, il presunto messaggio delle Poste Italiane, che riproduce in modo perfetto la grafica del sito, tradisce la sua fraudolenza proprio dal link del sito. Un sito che si chiama cprapid.com evidentemente nulla può avere a che fare con le Poste Italiane.

Il sito fake che riproduce il sito di Poste Italiane

Se anche – per distrazione – non si fa caso al dettaglio del link del sito, è bene ricordare che nessun ente, gestore o fornitore di servizi accreditato, in particolare Poste Italiane, ha uso di chiamare i propri clienti da un presunto “servizio di sicurezza”. Poste Italiane non chiama i propri utenti per segnalare presunti movimenti irregolari dai conti, in caso di dubbio circa la natura del movimento il blocco della carta o del conto è automatico. Nessun operatore vero di Poste Italiane vi chiederà mai di fornire telefonicamente – specie da numeri anonimi – un dato personale come il codice PIN, seppur spacciandolo come un dato necessario ad un controllo nel vostro interesse.

Il confine tra evitare una truffa ed esser truffati oggi, purtroppo, è sempre più labile. Ed anche avere una buona padronanza dei mezzi digitali non è sempre una garanzia.

Giuseppe Manuel Cipollone

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