I disordini scoppiati ieri, venerdì 28 agosto, nel carcere di Brissogne, accompagnati anche da episodi di autolesionismo tra i detenuti, fanno scattare la nota durissima del SiNAPPe. Il Sindacato della Polizia penitenziaria parla di una situazione ormai al “punto di non ritorno” e di un’emergenza “ampiamente prevedibile”. La sigla denuncia – ancora una volta – criticità gestionali, carenze di organico e condizioni di lavoro insostenibili per gli agenti.
Netto il Vicesegretario regionale Matteo Ricucci: “da giorni si respirava un’aria insostenibile”. Secondo il SiNAPPe, gli allarmi precedenti sarebbero stati sottovalutati dalla direzione, mentre l’assenza cronica di un Direttore titolare e l’inesperienza del nuovo Comandante avrebbero aggravato la situazione. Agenti costretti a turni superiori alle 12 ore, anche per più di 20 giorni consecutivi, talvolta senza pausa pranzo e chiamati a coprire più posti contemporaneamente. “Il sistema è letteralmente in autocombustione”, attacca Ricucci.
Il Segretario nazionale Raffaele Tuttolomondo esprime quindi “massima solidarietà” agli agenti e alza il tiro. Il SiNAPPe afferma di aver già chiesto al Provveditore regionale una verifica sulla gestione dell’istituto e ora pretende l’assegnazione immediata di un direttore titolare e nuovi agenti, chiedendo che Brissogne venga considerata nella prossima ripartizione degli allievi del 186° corso. Il Sindacato annuncia infine di essere pronto a “ogni forma di protesta lecita” a tutela del personale.




