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Gli unicorni cantano “Bella ciao”: il banchetto dell’Aosta Pride fa da rampa ad una brutta figura per Nuti

di Giuseppe Manuel Cipollone

di Giuseppe Manuel Cipollone

L’arrivo del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ad Aosta è stato accolto con grande curiosità e partecipazione dai tanti artigiani e passanti accorsi alla Fiera di Sant’Orso. Un bagno di folla per il Premier, testimoniato dalle cronache di ieri che descrivono i tanti che si sono accalcati intorno alla Meloni per un selfie ed una stretta di mano.

Certo anche Aosta non poteva sottrarsi da una contestazione, sebbene davvero misera nelle proporzioni. A rimediare, infatti, ci hanno pensato “alcune attiviste dell’Aosta Pride”, come cita l’Ansa VdA. Le attiviste, vestite da unicorno, hanno goduto di una posizione tattica e privilegiata nei pressi del banchetto dell’associazione, situato in viale Conseil des Commis, per intonare “Bella ciao” e poi gridare “viva l’Italia antifascista”, poco prima che la Meloni si allontanasse imperturbabile in auto. Banchetto regolarmente concesso loro, è bene specificare.

I social dell’Aosta Pride, a dx il Presidente Giulio Gasperini

La protesta civile e non violenta è sempre legittima, ma rimane un punto: l’Aosta Pride non è solo un’associazione che promuove una certa visione dei diritti civili ben definita, è anche e soprattutto un’associazione che intrattiene regolari rapporti con la Giunta comunale del capoluogo. Giunta da cui ha ottenuto il patrocinio per il primo Pride di Aosta, con annessi 10.000 euro di contributo.

Il patrocinio e i 10 mila euro di contributo erano stati contestati, dalla Lega Vallé d’Aoste, in sede di TAR. Ricorso – poi respinto dal tribunale – che verteva sulla presunta politicizzazione dell’associazione, elemento questo che ne avrebbe squalificato il percepimento di un contributo dalla Pubblica Amministrazione.

E se l’Aosta Pride, secondo il tribunale, non è un’associazione che scende in politica, c’è da dire che i suoi attivisti e simpatizzanti non fanno esattamente di tutto per fugare i dubbi, avendo sfruttato la posizione “privilegiata” del banchetto concesso loro per inscenare un coro che invece è decisamente politico. E chissà come si dovrà esser sentito il Sindaco Gianni Nuti, che con una mano sta beneficiando dei milioni di euro che l’accordo con il Governo nazionale metterà “a terra” su alcune strutture di Aosta e con l’altra si trova a sostenere proprio chi gli fa fare certe pessime figure istituzionali.

Giuseppe Manuel Cipollone