Alleanza Verdi e Sinistra si è costituita nel giudizio d’appello promosso dal Presidente della Regione Renzo Testolin contro la sentenza che, lo scorso maggio, ne aveva dichiarato l’ineleggibilità e la conseguente decadenza dalla carica. L’atto è stato depositato lunedì 7 settembre dagli avvocati dei Consiglieri regionali di AVS presso la Corte d’Appello di Torino. L’udienza è fissata per il prossimo 13 ottobre.
La vicenda nasce dalla rielezione di Testolin alla Presidenza della Giunta regionale, avvenuta il 6 novembre 2025. Secondo AVS, la nomina sarebbe avvenuta in violazione dell’articolo 3 comma 3, della legge regionale 21/2007, che vieta di far parte della Giunta per quattro legislature consecutive. Una tesi accolta in primo grado dal Tribunale di Aosta, che il 2 maggio aveva dichiarato Testolin ineleggibile e decaduto. Il Presidente aveva quindi impugnato la decisione, notificando l’atto di appello l’8 maggio.
AVS: “ricorso infondato e pretestuoso“
Nel nuovo passaggio giudiziario AVS annuncia di opporsi alle argomentazioni della difesa di Testolin attraverso un atto di costituzione di circa 50 pagine. Secondo il movimento, nell’appello sarebbero state riproposte alcune eccezioni preliminari già respinte dal Tribunale di Aosta e interpretazioni della normativa che AVS definisce creative.
“Ci pare un ricorso infondato e pretestuoso”, affermano i Consiglieri, tornando a contestare anche la scelta compiuta dalla maggioranza nel novembre scorso. Ciò visto anche il parere negativo scritto di tre dirigenti della Presidenza del Consiglio regionale.
AVS allarga poi l’attacco politico sia alla maggioranza sia alle altre opposizioni. Il gruppo rivendica di essersi fatto carico autonomamente degli oneri dell’azione giudiziaria e critica gli altri gruppi consiliari per non aver partecipato all’iniziativa, né alle relative spese.
Per AVS, la controversia va oltre il destino politico di Testolin e investe direttamente il rispetto della normativa regionale: “è bene che tutti i dati di questa incresciosa vicenda siano noti e che ci si renda conto che occorre una svolta nella politica valdostana, proprio a partire dal rispetto della legalità”.




