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Referendum Giustizia, la vittoria NO scuote le segreterie: le reazioni dei partiti valdostani

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Il risultato del Referendum costituzionale sulla Giustizia, con la vittoria del fronte del NO a livello nazionale e – più di misura – in Valle d’Aosta, apre il confronto politico anche sul territorio regionale. Ovviamente diverse le letture tra le forze politiche.

Per il Partito Democratico valdostano il voto rappresenta “un messaggio politico chiaro”: gli elettori avrebbero “respinto un’impostazione che rischiava di indebolire gli equilibri costituzionali senza offrire soluzioni concrete”. Secondo i Dem, il risultato dimostra che “i cittadini non si sono fatti trascinare da semplificazioni”chiedendo riforme “capaci di incidere sui tempi dei processi, sull’efficienza e sull’equità del sistema”.

Sulla stessa linea Alleanza Verdi Sinistra, che sottolinea l’alta partecipazione al voto anche in Valle d’Aosta. I dati regionali finali indicano oltre 29 mila voti per il NO, contro circa 27 mila per il SÌ. Per AVS si tratta di “una bocciatura severa dell’azione del Governo”, mentre sul piano locale il risultato viene letto come un segnale politico: “la sinistra valdostana può essere un’alternativa credibile” se riuscirà a consolidare un percorso unitario.

Più prudente la posizione dell’Union Valdôtaine, schierata sul fronte dei favorevoli alla riforma. L’UV sottolinea come il risultato imponga “la necessità di riflettere sul funzionamento della Giustizia in Italia”, ma riconosce al voto un “valore politico a livello nazionale”. Positivo – per il Leone rampante – il dato dell’affluenza, considerato in controtendenza rispetto all’astensionismo registrato negli ultimi appuntamenti referendari.

Da Fratelli d’Italia, in prima linea sul fronte del SÌ, arriva una lettura istituzionale dell’esito: “il voto degli italiani merita rispetto pieno”, scrive il Commissario regionale Enzo Amich. Il partito prende atto del risultato “con senso istituzionale”, evidenziando come in Valle d’Aosta il dato dei favorevoli sia “migliore della media nazionale” pur non nascondendo “il rammarico per un’occasione” ritenuta utile per il Paese.

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