Un comunicato stringato per annunciare ufficialmente una decisione che era nell’aria: i gruppi del Consiglio comunale La Renaissance Valdôtaine, Fratelli d’Italia Vd’A, Lega Vallée d’Aoste e il Gruppo misto di minoranza – che esprimevano la candidatura a Sindaco di Giovanni Girardini – ricorrerrano al Consiglio di Stato. In appoggio anche il partito centrista UDC e l’avvocato Orlando Navarra, quest’ultimo – durante le elezioni – espressione di ‘Noi Moderati’. Assente fra i ricorrenti ufficiali invece è Forza Italia Vd’A.
La decisione di proseguire le vie legali – si legge – arriva “alla luce della sentenza del TAR Valle d’Aosta del 30 gennaio 2026, che (…) ritiene possibile la riduzione del divario di voti tra la coalizione Rocco-Fadda e la coalizione Girardini-Furci da 15 a 6 voti“, ritenendo però “inammissibili per carenza di interesse le altre osservazioni/censure”. Una sentenza che – secondo i ricorrenti – quantomeno non fuga oltre ogni ragionevole dubbio la mancanza di trasparenza durante le operazioni di spoglio.
“Le forze politiche in questione ritengono doveroso almeno un riconteggio delle schede – scrivono – al fine di garantire alla popolazione un verdetto elettorale netto, perché chi governa lo possa fare alla luce di un vero e indiscutibile risultato, evitando che continui a serpeggiare in città un dubbio che a nostro avviso allontanerebbe ulteriormente gli elettori dal mondo della politica”.




