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Elettrificazione ferrovia, Lega all’attacco: salta fuori il parere Cspl mai stato visto in commisione

di Giuseppe Manuel Cipollone

di Giuseppe Manuel Cipollone

Una semplice dimenticanza? Il dubbio rimane lì, un po’ in sospeso, uscendo dalla conferenza stampa indetta dalla Lega Vallée d’Aoste questa mattina – 23 febbraio – presso la sala riunioni della sede dei gruppi consiliari a fianco a Palazzo regionale.

La stessa Lega che ha tirato fuori a sorpresa un parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici – organo consultivo – in cui sarebbero contenute delle valutazioni abbastanza trenchant sull’opportunità di una completa elettrificazione della linea Aosta-Ivrea. Parere che viene espresso in occasione delle opere pubbliche che costano oltre i 100 milioni di euro, ma che – è bene specificare – non è vincolante. Parere, però, che risalirebbe ad almeno luglio 2022, più di un anno e mezzo fa.

Il parere del Cslp

Nel parere di 40 pagine – sostiene la Lega – ci sarebbero diverse valutazioni tecniche che porterebbero a delle conclusioni analoghe a quelle espresse in Consiglio Valle proprio dal Carroccio, ossia che la spesa ingente – forse – non è ben giustificata a fronte di vantaggi irrisori in termini di riduzione dei tempi di percorrenza della tratta ferroviaria e dell’impatto ambientale.

Si legge, per esempio, in un passaggio del parere fornito in conferenza stampa: “la documentazione (fornita al Cspl) risulta carente per quanto concerne l’individuazione delle alternative e l’analisi della fattibilità economica e sociale (analisi costi-benefici)” o ancora “manca qualunque riferimento di tipo quantitativo” e “nessun elemento di confronto per gli aspetti di contenimento del consumo energetico è stato considerato”.

Il Consiglio superiore dei lavori pubblici, dunque, avrebbe espresso – sebbene in modo non vincolante – un parere relativamente scettico sulla bontà di una elettrificazione completa della linea, mettendo nero su bianco una frase che è tutto un programma: “considerato che il finanziamento pubblico richiesto per l’intervento non migliorerà il numero e la velocità dei collegamenti tra i due capoluoghi, si ritiene che almeno debba essere dimostrata una migliore efficienza energetica. (…) la convenienza energetica dovrebbe essere dimostrata”.

Il caso politico

Fatto sta che questo parere, così evocativo e che avrebbe potuto orientare delle decisioni del Consiglio Valle diversamente, non è mai giunto per essere discusso nella commissione regionale dedicata ai trasporti. Almeno secondo Simone Perron – Consigliere regionale del Carroccio – che ha tenuto i passaggi principali della conferenza stampa.

Il tema può facilmente diventare uno scontro politico, ma Perron ci tiene a specificare: “noi non siamo qui con la volontà di bloccare il progetto, ma il tema è complesso e – a questo punto – non è facile stabilire se tutte le valutazioni circa l’elettrificazione siano state fatte correttamente”.

Al centro Simone Perron, Consigliere regionale della Lega Vd’A

Lo stesso Perron poi puntualizza: “al momento non ci è possibile sapere se – successivamente al parere – RFI o altri soggetti coinvolti abbiano risposto o abbiano prodotto delle controdeduzioni che rispondessero puntualmente agli elementi emersi. Ma a noi non è mai stato notificato nulla, né il parere né eventuali risposte”.

Né secondo il Consigliere regionale vale l’adagio secondo cui, visto che i soldi per elettrificare la tratta non arrivano dalle casse regionali, tutto dovrebbe essere considerato adeguato: “si tratta sempre di soldi pubblici, dei contribuenti”, ricorda.

La Lega annuncia così battaglia, di volerci vedere chiaro, perché da tempo – sostiene il movimento – chiede che vengano valutate eventuali alternative ad un progetto che non porterebbe benefici reali, nato sotto l’egida dell’ex Assessore ai Trasporti Chiara Minelli di PCP e poi solo continuato anche dall’attuale maggioranza Testolin.

All’epoca dei fatti, luglio 2022, il periodo in cui sarebbe datato il parere, in effetti, il Presidente della Regione e Assessore ai Trasporti ad interim era ancora Erik Lavevaz. E che lo scontro politico – che si preannuncia – potrebbe anche diventare una potenziale storia di soffiate e contro-soffiate, lo indica prima di tutto la presunta (e alquanto strana) mancata “notifica” alla commissione regionale competente. Ma anche il tempismo con cui il parere, proprio ora, è stato segnalato all’opposizione leghista, emergendo così a pubblico dominio. Il mal di pancia sull’elettrificazione della ferrovia, nelle stanze dei bottoni, non potrebbe essere più dolente.

Giuseppe Manuel Cipollone