Se si gira su internet, cercando sui motori di ricerca, esistono sui blog tantissimi articoli che forniscono dei consigli intelligenti su come “sbarazzarsi” dei regali indesiderati. Proprio quei regali che, una volta ricevuti, ci costringono a mille sorrisi di circostanza per poi finire relegati nel dimenticatoio.
Ecco uno di questi articoli potrebbe essere utile anche all’Usl della Valle d’Aosta, che ha ricevuto un dispositivo sanitario in donazione, di alto valore commerciale, ma a quanto pare non sa proprio che farne.
Era luglio 2020, nel pieno della prima ondata pandemica da Covid-19, la più scioccante, il mondo era terrorizzato e la psiche collettiva ne stava soffrendo parecchio. All’orizzonte le chiusure forzate e i green pass che tanto hanno spaccato il Paese. Proprio in quel momento l’azienda sanitaria regionale si è vista recapitare una donazione, dal valore consistente, voluta dal Rotary International: il Telemergency box.
Il Telemergency box, ovvero un dispositivo – prodotto da ab medica, azienda attiva nel settore della medicina d’avanguardia – che permette di effettuare il triage e eventualmente i tamponi in condizioni di piena sterilità per l’operatore sanitario. In questo modo, l’operatore con i suoi guantoni di gomma sporgenti, chiuso nel guscio sterile a prova di virus letali come l’ebola, poteva accogliere i pazienti affetti da coronavirus senza correre il rischio di contagiarsi a propria volta.
La donazione però non sembra essere stata apprezzata dall’azienda sanitaria, che dapprima ha deciso di destinarla al solo triage del piccolo Beauregard, per farla cadere poi – ben presto ad onor del vero – in totale disuso. Probabilmente un gran peccato visto l’alto valore dello strumento.

Il povero Telemergency box si trova così a giacere sconsolato e inutilizzato, da oltre un anno e mezzo dicono testimoni oculari, nell’atrio principale del Beauregard. Uno strumento per il quale l’Usl non ha pagato un solo centesimo, è bene specificarlo, ma forse in quanto donazione avrebbe meritato un destino migliore rispetto a quello ricevuto.
Così, quasi fosse un piccolo monumento all’attacco di psicosi collettiva vissuto durante il Covid-19, dove le misure utili al contenimento della pandemia si affastellavano alle idiozie dovute al panico generale, il povero Telemergency box si è visto relegato nel dimenticatoio, spento e abbandonato nell’atrio della maternità dove si trova tutt’ora.
Chissà quale sarà il destino dell’avveniristico (almeno stante agli spot reperibili online) box anti-virus. Ma in fondo è meglio così, vuol dire che non ce n’è più bisogno. O forse non ce n’è mai stato. Vista però la perentorietà con la quale le onniscenti viro-star come Burioni, e compagnia cantando, annunciavano in TV il “decennio delle pandemie” … sarà meglio dargli una lucidata di tanto in tanto. Una “grattata” e una lucidata, non si sa mai.
Giuseppe Manuel Cipollone




