Per la prima volta in Italia una casa da gioco viene sottoposta ad amministrazione giudiziaria. Il provvedimento riguarda il Casinò de la Vallée s.p.a., nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Aosta – emersa nei mesi scorsi – su un presunto sistema di riciclaggio e corruzione.
Il decreto del Tribunale di Torino, notificato oggi, dispone un periodo di un anno in cui due amministratori giudiziari torinesi sono stati incaricati di esercitare specifici poteri di amministrazione per rimuovere le criticità emerse dalle indagini.
L’inchiesta – coordinata dalla Procura della Repubblica di Aosta e condotta dalla Guardia di Finanza – ipotizza l’esistenza di un esteso sistema di riciclaggio e scambio di denaro illecito incentrato sulla casa da gioco valdostana. Secondo quanto emerge dal provvedimento, i giudici avrebbero ritenuto che l’attuale governance non abbia adottato misure adeguate per contrastare i fenomeni contestati.
Nella nota del comando territoriale della Guardia di Finanza si parla della “prima applicazione dello strumento dell’amministrazione giudiziaria ad una casa da gioco”, individuata dagli investigatori come contesto utilizzato “per il riciclaggio di proventi illeciti e per lo scambio di valori in esecuzione di accordi di natura criminosa”.
Gli investigatori sostengono che i vertici del Casinò, pur non direttamente coinvolti nei reati ipotizzati, non avrebbero impedito efficacemente il radicarsi di fenomeni di corruzione e riciclaggio all’interno della struttura. L’indagine aveva già portato, lo scorso dicembre, all’iscrizione nel registro degli indagati di 33 persone, tra cui alcuni dipendenti del Casinò. Contestualmente erano stati sequestrati circa 5 milioni di euro tra contanti, conti correnti, disponibilità finanziarie e immobili.
I reati contestati, a vario titolo, sono associazione a delinquere, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, riciclaggio, ricettazione e corruzione di incaricato di pubblico servizio.




