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Porte aperte alla refezione: AostaNews24 alle Einaudi per provare il menù della “discordia”

Immagine di di Giuseppe Manuel Cipollone

di Giuseppe Manuel Cipollone

Una sorta di giornata di porte aperte ai giornali, organizzata da Comune di Aosta insieme a Vivenda, per mostrare un esempio di menù servito ai bambini della scuola Einaudi, da tempo nell’occhio del ciclone per il servizio refezione. Un tentativo, forse – quello avvenuto all’ora di pranzo di oggi, 23 ottobre – di rispondere alle polemiche mostrando direttamente agli organi di stampa la qualità del cibo servito ai bambini.

Anche noi di AostaNews24 vi abbiamo partecipato, per provare di persona il menù della “discordia”.

L’incontro con l’assessore Samuele Tedesco

L’appuntamento è alle 12:15 di fronte all’ingresso della sala conferenze Hotel des Etats, al Comune di Aosta, per poi dirigerci alla mensa delle Einaudi poco distanti. La prima cosa che chiediamo all’assessore è la valenza di una prova per la quale il personale della Vivenda potrebbe essere stato allertato in precedenza, ma Samuele Tedesco rassicura che la presenza dei giornali è stata tenuta riservata all’azienda stessa fino all’ultimo – ovvero sino alla mattina di oggi – così da avvalorarne l’effettività. Per conto nostro possiamo confermare che il personale interno al servizio di distribuzione dei pasti non era al corrente dell’arrivo dei giornali, sul fatto che la cucina non fosse stata avvisata per tempo – evidentemente – staremo alla bontà della parola dell’assessore.

Ad attenderci a scuola due responsabili Vivenda, Sylvie Ferracin e Giusi Delfino, che insieme all’assessore hanno raccolto le suggestioni e le opinioni dei giornalisti nella saletta mensa dedicata.

Il pasto: l’opinione di AostaNews24

Per valutare nel modo più oggettivo possibile il pasto servitoci è doverosa una premessa: un pasto di una mensa, con cucina centralizzata, non potrà in alcun caso ricalcare i gusti di casa o di un ristorante. Fatta questa tara, passiamo alle pietanze servite: oggi il menù prevedeva pasta al pomodoro come primo, un hamburger di ceci come secondo, accompagnate da un insalatina, carote, bietole lesse e del pane. Infine, una mela per chi la gradiva.

Per quanto concerne le quantità, oggi, non possono essere mossi rilievi. Il pasto era sufficiente per un adulto (io ho 31 anni), un bambino delle elementari che gradisce la pietanza ne sarebbe uscito sazio.

Per quanto concerne le pietanze, invece, qualche appunto può essere fatto, in particolare sulla temperatura non ottimale dei pasti. In questo senso, l’assessore conferma che sono già stati presi alcuni accorgimenti, ad esempio l’uso di campane termiche affinché i cibi non si raffreddino troppo in fretta. Ma è chiaro che lo scotto di una cucina centralizzata, dal punto di vista delle temperature delle pietanze difficilmente potrà essere superato malgrado tutti i contenitori termici che si susseguono nella catena che porta il piatto sul tavolo dei bimbi.

Il sugo della pasta era di buona qualità anche se un po’ asciutto, la pasta invece era tendenzialmente scotta. Secondo la mia esperienza personale (ho lavorato circa un anno per una coop che serviva le mense negli asili, trasportandone i pasti) ciò è dovuto ad una sorta di seconda cottura che, specie per la pasta, si verifica all’interno dei contenitori termici durante il trasporto e poi durante lo smistamento precedente al momento del servizio in tavola. I vapori che si creano tendono infatti a continuare la cottura, quindi se la pasta esce cotta dalla cucina arriva scotta sulle tavole. La lamentela sulla cottura della pasta è stata per me, che avevo poi contatto con l’utente, la più frequente. Sarebbe un buon inizio sperimentare la possibilità di scolare la pasta più al dente, per provare ad arginare il fenomeno.

Il secondo era un buon piatto, anche se il sale si sentiva poco. Questo aspetto però è previsto dalle grammature fornite dall’Usl, che seguono le indicazioni dei protocolli sanitari sul consumo salutare del sale. Quindi da questo punto di vista – in una mensa pubblica – difficilmente si potranno fare cambiamenti, ammette l’assessore Tedesco. Certo rimane lo scoglio che alcune pietanze in sé, considerate salutari, come le bietole al vapore, potrebbero essere poco appetibili per i bambini, ma la qualità era a livello.

Nel complesso dunque – considerato che si tratta di un servizio mensa – si è trattato di un buon pasto, seppur degli sforzi maggiori andrebbero fatti in particolare sulla cottura della pasta. L’assessore Tedesco ricorda infatti come il pasto, in base all’Isee, costi solo da 1 a 4 euro cadauno alle famiglie.

Il menù: la precisazione dell’assessore sul comunicato di Vivenda

“Fin dalle prime polemiche sui menù abbiamo organizzato dei momenti di incontro con i genitori per capire che tipo di pietanze proponessero – anticipa l’assessore Tedesco. Il percorso ci ha portati alla proposta da parte di Vivenda di alcune variazioni di menù, che noi abbiamo girato all’ufficio competente dell’Usl per l’approvazione. L’Usl – che è deputata ad approvare o meno le modifiche – ha espresso parere negativo. Non è responsabilità dell’amministrazione comunale se le variazioni non sono state apportate, al momento noi ci siamo dovuti fermare”.

Samuele Tedesco, assessore all’istruzione al Comune di Aosta

L’amministrazione comunale ha poi precisato che da parte di Vivenda sono arrivate anche alcune proposte di modifica, più recenti, rispetto alle modalità di cottura delle pietanze, su cui è stato espresso un parere favorevole. Il riferimento è al pinzimonio che è divenuto nel tempo il simbolo delle proteste dei genitori contro i menù nelle refezioni.

Tutti i genitori possono provare i menù

L’assessore Tedesco ha voluto sottolineare che la prova del menù è a disposizione di tutti i genitori dei bambini che usufruiscono del servizio di refezione. Per farlo è sufficiente compilare un modulo reperibile sul sito ‘Amico in Comune’, nella sezione refezione e inviarlo all’ufficio pubblica istruzione del capoluogo.

Il giorno che si vorrà testare il menù sarà sufficiente chiamare entro le 09:00 all’utenza telefonica dell’ufficio pubblica istruzione del Comune di Aosta, al 0165-300568. In questo modo troverete un pasto anche per voi, da provare in prima persona, per giudicarne la qualità.

Per chi volesse approfittare della gentile proposta dell’assessore potrà poi – eventualmente – scriverci a redazione@aostanews24.it per farci sapere il vostro giudizio. Noi pubblicheremo le vostre opinioni.

Giuseppe Manuel Cipollone

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