Mia figlia si era innamorata di un uomo violento e manesco. Una persona distante da lei mille miglia. Lei laureata, lui un barista (ma questo non avrebbe avuto nessun significato se non fosse stato causa di un evidente stato di inferiorità in lui).
Per farvela breve l’ha mandata per tre volte in ospedale, tutte con prognosi abbastanza lunghe, dalle costole rotte ad altre prognosi di vario tipo che neanche voglio ricordare più.
Ho partecipato ad un convegno in Francia in cui ci veniva presentata una collaborazione fra ospedali che consentiva agli stessi di mettersi in comunicazione e relazionare i casi che avevano le stesse problematiche.
Mia figlia non aveva mai segni sul viso ma li aveva addosso, e forse alcuni le sono rimasti nell’ anima.
Ha cominciato anche a frequentare meno la nostra casa, viveva per suo conto, perché si sentiva osservata.
Le mamme hanno occhi a raggi X, e lei questo lo sapeva bene.
Finalmente lo lascia, ma dopo un paio di mesi lui si ripresenta.
Mia figlia è stata aiutata anche da una psicologa e mi chiedo sempre come sarebbe andata se non le avessimo affiancato una persona competente.
Occorre che gli ospedali si facciano carico di mettere in rete questi episodi prima che degenerino.
se sei vittima o testimone di casi di violenza sulle donne puoi chiedere aiuto chiamando il numero nazionale 1522 o il “Centro donne contro la violenza di Aosta” al 344 0789888.




