Si è chiusa ieri, con il rigetto delle due risoluzioni presentate dalle opposizioni, la seduta del Consiglio Valle convocata per la presa d’atto del reintegro di Renzo Testolin alla presidenza della Giunta regionale.
Le proposte – una firmata da Alleanza Verdi Sinistra e l’altra da Ad’C, PD-FP, Lega Vallée d’Aoste, Fratelli d’Italia e La Renaissance – sono state respinte con 20 voti contrari e 13 favorevoli. Al centro del confronto politico, la scelta di Testolin di proseguire nel mandato dopo il ricorso in appello contro la sentenza del tribunale di Aosta che lo aveva dichiarato decaduto.
Durante il dibattito, Chiara Minelli (AVS) ha parlato di “un passaggio cinico e irresponsabile” sostenendo che “un Consigliere che a novembre 2025 non poteva essere eletto Presidente, che il tribunale di Aosta ha appena dichiarato ineleggibile e decaduto, decide di proseguire come se niente fosse”.
Molto critica anche Clotilde Forcellati del PD-Federalisti Progressisti, secondo cui “il Presidente Testolin non è oggi nel pieno delle sue funzioni, ma sub iudice, giudicato decaduto dai magistrati e, ancora più grave, messo sotto tutela dalla sua stessa maggioranza”.
Dai banchi del Centrodestra, Alberto Zucchi (Fratelli d’Italia) ha distinto il piano giudiziario da quello politico: “nessuno contesta il diritto di difesa, ma una cosa è esercitare un diritto processuale. Altra cosa è trasformare una questione politica evidente in una lunga battaglia finalizzata, di fatto, a restare in carica il più a lungo possibile”.
Sulla stessa linea Andrea Manfrin della Lega Vallée d’Aoste: “eravamo sicuri che il ricorso sarebbe stato presentato, ma noi riteniamo che la politica non debba essere fatta nelle aule di tribunale”.
Marco Carrel (Autonomisti di Centro) – illustrando la risoluzione unitaria delle opposizioni – ha chiesto le dimissioni immediate del Presidente e invitato la maggioranza a presentare “una mozione di sfiducia costruttiva” visto che “di mezzo c’è la credibilità della Valle d’Aosta”.
Nella replica finale, il reinsediato Presidente Testolin ha difeso la scelta di proseguire l’esperienza di governo, spiegando che la maggioranza ha condiviso la necessità di affrontare “l’assestamento di bilancio e le scadenze dei prossimi mesi” in attesa della sentenza di secondo grado.
“Si è scelto di andare avanti e di mettersi a disposizione, con senso di responsabilità, per dare le risposte che ci richiede la comunità valdostana, senza bloccare processi in atto”, ha chiosato il Presidente in chiusura dei lavori.




