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Sicurezza: dalla questione di “percezione” al divieto di alcol in aree pubbliche, in Giunta è dietrofront

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di Redazione

Dalla sicurezza raccontata anche come un problema di percezione a un’ordinanza che vieta il consumo di alcolici in buona parte del centro cittadino. Nel giro di poche settimane, il dibattito politico ad Aosta registra un cambio di passo significativo: la Giunta guidata dal Sindaco Raffaele Rocco sceglie ora la strada di un provvedimento restrittivo, dopo mesi di polemiche e iniziative respinte alle minoranze consiliari ch chiedevano interventi più incisivi contro degrado e insicurezza.

La nuova ordinanza – della durata di 30 giorni – introduce il divieto di consumare bevande alcoliche negli spazi pubblici delle aree individuate dal Comune, comprese alcune zone particolarmente sensibili. Una misura che arriva dopo un’estate segnata da episodi di violenza, segnalazioni dei cittadini e un confronto politico sempre più duro.

Il contrasto con la narrativa pubblica dei mesi scorsi è evidente: alle richieste di maggiori controlli e presidi, l’amministrazione aveva sempre affiancato richiami alla percezione dell’insicurezza e alla necessità di intervenire sul tessuto sociale. Oggi, invece, riconosce la necessità di tentatre di limitare concretamente alcuni comportamenti negli spazi pubblici.

La mozione di Fratelli d’Italia respinta a settembre

A rendere politicamente significativo il cambio di impostazione è soprattutto il precedente del Consiglio comunale di settembre. In quell’occasione Giuseppe Manuel Cipollone, Capogruppo di Fratelli d’Italia, aveva presentato una mozione per chiedere al Sindaco di valutare un’ordinanza sperimentale contro la vendita notturna di alcolici da asporto.

La proposta prevedeva una durata di 30 giorni e una limitazione dalle 21:30 alle 07:00, circoscritta agli esercizi alimentari di vicinato e ai distributori automatici, escludendo bar, pub e ristoranti. L’obiettivo era intervenire su una delle cause evidenti dei fenomeni di degrado e disturbo della quiete pubblica – la formazione di drappelli di indivisui che acquistano le bottoglie di alcolici a basso costo, per poi craare episodi di schiamazzi e degrado – senza penalizzare indiscriminatamente le attività di somministrazione.

La mozione è stata duramente respinta dalla maggioranza. Ora – a distanza di meno di un mese – è la stessa Amministrazione Rocco a introdurre una restrizione sull’alcol, con un’impostazione differente e una fascia oraria più ampia.

Le due misure, naturalmente, non coincidono. FdI proponeva di agire sulla vendita per asporto dagli alimentari, intervenendo a monte sull’approvvigionamento di alcolici durante la notte. La Giunta ha scelto invece di vietarne il consumo negli spazi pubblici, rivolgendosi direttamente agli acqurenti e anticipando l’inizio delle limitazioni alle 19:00.

Dalle bocciature in aula all’ordinanza del Sindaco

La pressione politica delle minoranze, del resto, non si è limitata alla proposta di Fratelli d’Italia. Nel corso dell’estate e delle sedute consiliari di settembre, diversi gruppi di opposizione hanno sollecitato interventi sulla sicurezza, chiedendo più controlli, un rafforzamento della presenza delle Forze dell’Ordine e misure contro il degrado in zone come via Festaz e Montfleury.

Proprio durante la discussione della mozione di Cipollone, il Vicesindaco Valeria Fadda aveva sostenuto che per limitare la vendita di alcolici fosse necessario dimostrare un collegamento concreto tra l’attività dei singoli esercizi commerciali e le situazioni di degrado.

Adesso il Comune cambia strumento e introduce un divieto che interessa un’ampia porzione del centro, dalle 19:00 alle 07:00, con sanzioni da 500 a 5000 euro. L’ordinanza esclude le attività di somministrazione autorizzate e gli eventi pubblici.

La Giunta ha precisato anche il provvedimento sarebbe nato da un’istruttoria avviata a giugno, in collaborazione con la Questura, sulla base di segnalazioni e criticità documentate. Resta però evidente la coincidenza politica: dopo settimane di richieste e proposte di ordinanza respinte, l’amministrazione interviene sullo stesso fenomeno attraverso una misura restrittiva di propria iniziativa.

Anche Forza Italia – in una nota – ha accolto positivamente l’ordinanza, sottolineando tuttavia quella che considera una contraddizione tra il precedente atteggiamento della maggioranza e la scelta attuale. Il partito rivendica di aver già sollevato in Consiglio comunale le criticità legate alla sicurezza e al degrado urbano.

Il punto – secondo le opposizioni – non è soltanto stabilire se il divieto produrrà i risultati sperati. È anche comprendere perché, nel giro di poche settimane, il confronto politico sia passato dalle riserve sulle misure restrittive alla loro adozione.

Il banco di prova saranno i prossimi trenta giorni: l’efficacia dei controlli, tema in forte dubbio, nonché gli effetti sulla vivibilità del centro diranno se il cambio di passo inizierà a produrre i risultati sperati.

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