Senza Green Pass rafforzato non si perde solo il diritto alla socialità, all’utilizzo dei servizi pubblici e al lavoro, ma in alcuni casi anche i diritti politici intimamente connessi all’esercizio della cittadinanza. Pare questo il caso del consigliere di minoranza di La Salle, Eliseo Lumignon, che durante l’ultima Assise comunale si è visto rimbalzare perché non in possesso del Super Green Pass.
Lumignon era il candidato Sindaco per la lista ‘Noi con La Salle’ durante le ultime elezioni amministrative ed oggi è un consigliere di opposizione molto attivo. Come di consueto si è recato al Consiglio comunale, ma una volta in loco – in mancanza di Super Green Pass – è stato respinto in quanto atto dovuto. Non è valsa la sua precedente richiesta al Sindaco di poter seguire i lavori da remoto, come pure avveniva regolarmente fino a qualche mese fa, è scattato il blocco all’ingresso nonostante fosse in possesso di un Green Pass da tampone che certificava il suo stato di negatività al Covid-19.
Chiaramente nulla di irregolare da parte dell’amministrazione Salice, che anzi ha appilcato in modo rigoroso le normative. Certo però che, a livello di coscienza, l’impedimento dell’accesso ad una Assemblea comunale a chi – legittimamente votato – è tenuto ad esprimere la rappresentanza popolare, qualche perplessità non può che lasciarla.
Contattato telefonicamente Lumignon ci ha detto: “ho provato a chiedere al Sindaco la possibilità di seguire i lavori in remoto, per esercitare il mio mandato di rappresentanza. Purtroppo non mi è stato accordato. Ho provato dunque a presentarmi munito di un GP base così da testimoniare la mia negatività e con essa l’impossibilità da parte mia di costituire un pericolo di contagiosità nei confronti di alcuno. Ma anche a fronte di questo non mi è stato possibile accedere. Capisco che questa sia la legge e mi trovo rammaricato per non aver potuto esercitare il mio mandato. Però non posso accettare una imposizione sanitaria sulla mia persona che sento stia violando la mia intima facoltà di scelta“.
Ed effettivamente se l’obiettivo del Green Pass – specie nella versione rafforzata – lo si intende come mero strumento per contenere il contagio, esso ha dimostrato di poter creare anche degli evidenti paradossi. Forse non volontari, ma pur sempre tali. In tutta onestà fa specie pensare che il sig. Lumignon, avendo in mano un GP da tampone, dunque di recentissima emissione, era proprio colui che con maggiore certezza poteva dimostrare di essere negativo al Covid, probabilmente più di altri convenuti al Consiglio comunale. Rimane dunque lecito domandarsi – moralmente prima ancora che dal punto di vista legale – se ad un cittadino sano e non un pericoloso untore si possa sospendere (se non impedire) in questo modo l’esercizio attivo della propria cittadinanza. In fondo le più grandi ingiustizie si sono sempre verificate “a norma di legge”.
Giuseppe Manuel Cipollone




