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Presunte pressioni anti abortiste, insorgono le sinistre femministe

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Sulle presunte e – per il momento – poco circostanziate pressioni anti abortiste che sarebbero avvenute nei consultori valdostani insorgono le sinistre femministe, sul piede di guerra dopo la denucia a mezzo stampa lanciata dal ‘Centro Donne contro la violenza’ di Aosta.

Il movimento Potere al popolo Vd’A esprime “grande preoccupazione e rabbia” per la notizia, chiedendo a “tutta la cittadinanza a esercitare un severo controllo popolare nei consultori e presidi sanitari” affinché venga difeso il diritto all’aborto.

Dello stesso tenore le dichiarazioni di Valle d’Aosta Aperta, che scrive: “le dichiarazioni del Centro Donne contro la Violenza, di questi giorni, fanno salire la preoccupazione, né ci basta la tiepida smentita dell’azienda USL: sappiamo bene a quante pressioni siano sottoposte le donne, i consultori devono essere spazi sicuri”. La federazione di sigle chiede poi una presa di posizione netta da parte del Presidente della Regione, Renzo Testolin.

Anche Rete Civica chiede “agli organi competenti dell’USL e dell’assessorato alla Sanità” di fare chiarezza “sui comportamenti del personale preposto all’applicazione della 194 in Valle d’Aosta e sul funzionamento dei servizi consultoriali”.

“In un momento in cui diritti acquisiti da oltre 40 anni nel nostro Paese vengono nuovamente messi in discussione – conclude RC -, riteniamo che occorra mantenere alta l’attenzione e essere al fianco delle donne e delle associazioni che si battono per tutelarle”.

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