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Presentata l’attività del Difensore Civico nel 2023: trattati 823 casi

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Il Difensore Civico della Valle d’Aosta, Adele Squillaci, ha presentato l’attività svolta nel 2023 dall’Ufficio di difesa civica, nonché i risultati dell’attività di Garante dei detenuti, di Garante per l’infanzia e l’adolescenza e di Garante dei diritti delle persone con disabilità.

L’Ufficio di difesa civica

Sono stati 823 i casi trattati nel 2023 nelle funzioni proprie di Difensore civico.

Dai casi trattati – precisa la Garante – si denota come la Regione sia l’ente con il maggior numero di casi (211 pari a 25,3%), seguito dai Comuni con 179 casi (21,5%); chiudono l’Azienda Usl della Valle d’Aosta con 44 casi (5,3%) e le Unités des communes valdôtaines, passate dai 4 casi del 2022 a 19 casi (2,3%), con un incremento percentuale significativo (+375%)”. 

Quanto alla distribuzione dei casi per area tematica, emerge che oltre la metà dei casi (456/55,7%) rientrano nell’area dell’ordinamento, seguiti poi da quella relativa all’organizzazione (67 casi), trasporti e viabilità con (59 casi), fino a chiudersi con un solo caso per l’area agricoltura e risorse naturali.

Effettuando dei raffronti con l’anno precedente, è possibile notare come il maggior incremento in percentuale si sia verificato nell’area tematica dell’istruzione, cultura e formazione (+240%) seguita poi da trasporti e viabilità (55,3%) e ordinamento (+32,6%) mentre il maggior decremento di casi si sono rilevati nell’area della sanità (-81,5%), seguita poi da agricoltura e risorse naturali (-75%) e da ambiente (-71,4%).

Garante dei detenuti

Nel 2023 l’Ufficio ha trattato 164 casi. Si tratta di casi strettamente connessi alla condizione di restrizione della libertà personale, quindi attinenti al rapporto con il carcere: 92 casi su 164 riguardano questioni sorte nella casa circondariale di Brissogne (+27 casi, pari a +41,5% rispetto al 2022). I casi inerenti le Amministrazioni fuori competenza sono passati da 30 del 2022 ai 44 del 2023 (+46,7%), verso alcuni di questi la Garante è tuttavia intervenuta a titolo di collaborazione interistituzionale o ha suggerito al ristretto di rapportarsi al proprio legale di fiducia. Le questioni concernenti l’Azienda Usl Valle d’Aosta sono rimaste stabili, assestandosi a 19 casi.

Le principali aree tematiche sono: l’organizzazione (65 casi, +85,7%); l’ordinamento (38 casi, +18,8%); il diritto alla salute (20 casi, – 4,8%); i diritti fondamentali (rimasti a 14 casi).

Al 31 dicembre 2023, la popolazione carceraria era di 132 unità (+29%), di cui 72 (+24%) ristretti stranieri e 60 (+36%) italiani, fra i quali erano 16 (-64%) nati nella nostra regione e 43 (-26%) successivamente residenti. I detenuti tossicodipendenti, alcoldipendenti o con altre forme di dipendenza erano 43 (+153%).

L’argomento preoccupante e di assoluta priorità – dichiara la Garante – è la carenza di personale amministrativo, con particolare riferimento ai funzionari giuridico pedagogici e le condizioni di lavoro degli agenti penitenziari, insufficienti rispetto al fabbisogno della Casa circondariale di Brissogne. La novità di segno positivo, davvero rilevante e attesa da anni, è stata l’arrivo di una nuova Direttrice, titolare della direzione dell’Istituto”. 

La popolazione carceraria, da sempre composta da una presenza significativa di stranieri e da detenuti con pene brevi, nel 2023 non ha mai sforato la capienza regolamentare (181 unità). Tuttavia, l’elevato turnover di detenuti ha inciso negativamente sulla conclusione positiva dei percorsi formativi e di inclusione lavorativa posti in essere a Brissogne.

La Garante fa poi presente che “grazie all’importante ruolo svolto, sia dagli agenti di polizia penitenziaria che dal personale medico, negli ultimi anni non si sono verificati suicidi, anche se non sono mancati atti di autolesionismo. Infatti, dai colloqui con i detenuti è emersa la necessità di più ascolto e di una maggiore presenza di psicologi che possano contenere evidenti stati di disagio interiore”.

Garante dei minori

Nell’anno in esame, sono stati trattati 19 fascicoli. Le aree tematiche che più frequentemente hanno determinato l’istanza riguardano il settore dell’ordinamento, che assorbe oltre la metà di tutte le casistiche (49 casi), seguito da:

  • istruzione, cultura e formazione professionale (12 casi);
  • sanità (11 casi);
  • politiche sociali (7 casi);
  • organizzazione (4 casi);
  • trasporti e edilizia (entrambi 1 caso).

Garante delle persone con disabilità

Nel 2023 sono stati trattati 66 casi, generati da 12 fascicoli inerenti tematiche riguardanti persone con disabilità.

Nel dettaglio sono stati 33 i casi aventi come destinatario la Regione, con un decremento di 7 casi (da 40 a 33 pari a -17%) rispetto all’anno precedente. Sono, altresì, considerevolmente aumentati i casi inerenti i Comuni (da 4 a 17 casi, +325%), le Amministrazioni fuori competenza (da 2 a 6 casi, +200%) e le questioni tra privati (da 3 a 4 casi, +33%), mentre le questioni concernenti l’USL sono calate da 13 a 3 casi (-77%).

Le aree tematiche che hanno determinato con più frequenza l’oggetto dell’istanza riguardano i seguenti settori: l’ordinamento con quasi il 40% di tutte le casistiche (25 casi) per rapporti istituzionali, giurisdizione e residenza; le politiche sociali (17 casi), per disabilità e assistenza sociale; l’organizzazione (10 casi), tutti relativi all’impiego pubblico; l’istruzione, cultura e formazione professionale (5 casi), per personale docente e non docente; l’edilizia residenziale pubblica e sanità (entrambe 2 casi) rispettivamente per alloggi popolari e per servizi sanitari; l’accesso ai documenti amministrativi e trasporti e viabilità (entrambi 1 caso), per modalità di esercizio del diritto d’accesso e servizi di trasporto pubblico per disabili.

In questa funzione – sottolinea la Garante – è necessario focalizzare ogni intervento sul pieno rispetto della dignità umana e dei diritti di libertà e autonomia della persona con disabilità e dei propri caregiver familiari, con una particolare attenzione al tema della piena inclusione, considerato che alcune persone sono particolarmente a rischio di esclusione, nella famiglia, nella scuola, nel lavoro e nella società e vivono perciò in una condizione spesso di isolamento e solitudine. Essenziale è il ruolo dei servizi sociali, delle istituzioni scolastiche e degli enti locali, in considerazione della prossimità di tali soggetti al cittadino”.

Le relazioni annuali sono consultabili sul sito internet del Consiglio regionale, al seguente indirizzo.

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