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Polemica Chanoux, PAS alza il tiro: “fascismo soffia su FI e Fd’I”. Ma con gli azzurri c’era quasi un accordo elettorale

di Redazione

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Galeotta fu la celebrazione, in questo caso, per Émile Chanoux. Il casus belli è il cantautore indipendentista Philippe Milleret, che non ci sta alle critiche piovute da Forza Italia e Fratelli d’Italia e risponde a muso duro in un video. I due partiti del Centrodestra avevano, infatti, attaccato alcuni passaggi della celebrazione come forieri di messaggi antinazionali e anticostituzionali, in particolare il canto di un brano dove Roma veniva definita una “pattumiera” proprio da parte di Milleret.

E così il caso è stato servito: se da un lato Milleret ribatte duramente le accuse, senza indietreggiare, dall’altro il cantautore chiama in causa anche il Governo regionale – nonché il cerimoniale regionale – sostenendo nel video che l’esibizione al centro della contestazione sarebbe stata del tutto concordata. Un passaggio che mette in forte imbarazzo istituzionale il Presidente della Regione, Renzo Testolin, che in un primo momento aveva provato a tenersi neutrale, liquidando l’episodio quale schermaglia fra estremisti.

Ma oggi un nuovo capitolo della querelle, con Pays d’Aoste Souverain che proprio non vuole lasciare sgonfiare la bolla e fa quadrato intorno al proprio cantautore di punta.

“Il vento del ventennio soffia ancora tra le file di FI e Fd’I, lo confermano le dichiarazioni di alcuni mesi fa di Aloisi, che definiva Émile Chanoux fascista – scrive senza mezzi termini il PAS -. A confermare il fascismo intrinseco di Forza Italia e Fratelli d’Italia sarebbe “la loro assenza nella cerimonia di commemorazione per l’assassinio” da parte “dell’allora Stato Italiano”.

“Il tempo in cui il Duce con i suoi scagnozzi, come i podestà, imbavagliava artisti e libertà d’espressione è finito, evidentemente i partiti italiani di destra non lo hanno ancora capito”, scrive ancora la sigla indipendentista, secondo la quale sarebbero state estrapolate delle frasi dal contesto per fini strumentali e di propaganda politica. Il PAS sottolinea dunque la mancanza di bandiere valdostane, come una grave mancanza simbolica nel cerimoniale, nonché una presunta censura e mancanza di libertà.

“Pays d’Aoste Souverain non teme comunque l’avanzata di questa destra, sempre più scura, perché confida nello spirito di libertà e autogoverno, insito in tutti noi Valdôtains”, conclude la dura nota degli indipendentisti.

Finisce così un amore quasi sbocciato per PAS, con l’amara constatazione di una “avanzata della destra più scura” rappresentata da Forza Italia, con cui solo qualche settimana fa vi erano state intense interlocuzioni – poi naufragate all’ultimo – per mandare in porto la candidatura alle elezioni europee di Laurent Viérin.