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Legge elettorale, la soffiata: “bozza di maggioranza pronta”. Ma lo scenario è ancora nebuloso

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di Giuseppe Manuel Cipollone

Ancora nubi sulla legge elettorale, dove continuano a fiorire le indiscrezioni su scenari e tempi per un’eventuale nuova proposta di legge in vista delle elezioni regionali del 2025. Il fermento è tanto, l’unica cosa certa è che una nuova legge la vorrebbero tutti ma – al contempo – i veti incrociati compongono un vero rebus.

Secondo un’indiscrezione che arriva dritta da Palazzo, in gran riserbo, un testo di legge elettorale di emanazione della maggioranza sarebbe già stato partorito ed è in attesa di esser scaricato in Commissione. Forse persino a breve. Lo scenario intravede una proposta che delineerebbe addirittura quattro preferenze, di cui una di genere, insieme ad un abbassamento della soglia di sbarramento per le singole forze politiche a patto che queste si presentino in coalizione.

Ma la prudenza in questi casi è d’obbligo, l’inizio ufficiale di un iter di approvazione è tutt’altro che scontato, specie in un momento in cui spifferi e contro-spifferi si fanno davvero poderosi. Su un ipotesi simile, infatti, da un lato pesa lo scetticismo del Presidente del Consiglio Valle Alberto Bertin rispetto all’idea di abbandonare la preferenza singola. Dall’altro il Partito Democratico starebbe puntando i piedi su una preferenza di genere significativa, per evitare di essere attaccato – come di consueto – da sinistra. Una resistenza, quella del PD, che fino oggi (letteralmente) avrebbe rallentato il “dossier” ma che non è detto continui. Domani ci dovrebbe essere una nuova riunione di maggioranza, proprio sul punto.

Di certo i giochi sono ancora aperti e un’eventuale legge dovrà necessariamente essere un “puzzle” che contiene diverse istanze, non solo in arrivo dalla maggioranza. Per passare, infatti, il testo avrà bisogno di una maggioranza qualificata di 24 voti, ben oltre quella che può mettere in campo il solo esecutivo Testolin. Sullo sfondo, poi, c’è sempre l’ipotesi di una votazione segreta che metterebbe in condizione non solo eventuali franchi tiratori di maggioranza, ma anche i battitori liberi delle opposizioni di operare un “blitz” a favore di un testo di legge che sulla carta non si potrebbe mai condividere.

Insomma, la querelle politica intorno alla legge elettorale cova ancora sotto le ceneri, ma promette di infiammarsi. Probabilmente dopo l’estate, sempre che i veti – alla fine – non si rivelino più forti di ogni cosa.

Giuseppe Manuel Cipollone

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