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Politica e Istituzioni

Le parole di Bertin fanno infuriare Marguerettaz, l'ex assessore difende l'operato delle giunte precedenti

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La guerra fredda nella maggioranza regionale, in verità, sta diventando sempre più calda. Da tempo si parla a mezza voce degli attriti fra la componente unionista del governo e quella di Rete Civica, ma adesso l'asticella del conflitto si è alzata.

Non è passato inosservato infatti lo scontro in piazza pubblica fra Alberto Bertin, attuale Presidente del Consiglio Valle, e il capogruppo dell'Union Valdôtaine Aurelio Marguerettaz. Il primo si è lasciato andare a dichiarazioni controverse sull'autonomia, proprio - e non a caso - durante l'intervento in occasione della celebrazione della Festa dello Statuto Speciale qualche giorno fa. Bertin infatti ha sostenuto: "in questi anni si è preferito promuovere un modello di autonomia autoreferenziale con risultati evidenti, un sistema che ha prodotto inefficienza, sprechi e clientelismo. A queste si sono collegate modalità di raccolta del consenso inaccettabili, che hanno visto coinvolte anche organizzazioni criminali quali l'Ndrangheta".

Parole di fuoco che sono sembrate più un tacito attacco a qualche collega di maggioranza piuttosto che un elogio durante una celebrazione. Ed in effetti, non si è fatta attendere la levata di scudi da parte unionista, a partire, appunto, da Aurelio Marguerettaz che durante un evento online ha tuonato: "non si può dare un giudizio così trenchant sostanzialmente dicendo che è tutto negativo, perché non è così. (...) Ecco perché io non mi riconosco nelle parole del Presidente del Consiglio. È una visione sua, non una visione del Consiglio Valle!". 

Le crepe fra le fila della maggioranza, dunque, stanno diventando delle voragini incolmabili. E mentre l'opposizione decide tatticamente di tacere, la posizione di Lavevaz si fa sempre più difficile. In fondo si sa, in questo Paese può esser più pericoloso il fuoco amico di quello avversario ...

Soldato Pedro