Suonano a lungo le campane a Quart – alle 15:30 di questo pomeriggio, 4 giugno -, prima che il feretro di Elisa Arlian entri nella chiesa parrocchiale di Sant’Eusebio. La giovane ha avuto un incidente mortale, sabato scorso, sul Monte Zerbion, insieme al compagno Jean Daniel Pession.
Ad accompagnare l’ultimo viaggio terreno di Elisa, centinaia di persone, gran parte della comunità del paese, che affollano in composto silenzio la cerimonia. Presenti anche le rappresentanze delle associazioni dei maestri di sci e delle guide alpine di alta montagna.
“La nostra comunità è chiamata a dare questo saluto, che non vuole essere un addio. Ma semplicemente ridare a Dio qualcuno che ci ha prestato”, introduce don Sergio Rosset, il parroco di Quart, chiamato a trovare le parole in un momento davvero difficile.
La chiesa è colma, la commozione fra i presenti è palpabile. Tanti i giovani presenti, come giovane era Elisa. Una vita andata via troppo presto, un evento improvviso “che ci fa riflettere sulla fragilità della nostra vita”, chiosa il parroco, “un motivo per chiedere scusa al Signore, perché non sempre ci facciamo guidare dalla sua parola”.
Alla famiglia – al papà Mauro, alla mamma Wilma – un messaggio, di cui don Rosset si fa portavoce: “cercate di accogliere questa fatica, Elisa e Jean Daniel sono più vicini a voi di quanto pensiate. Basta cambiare linguaggio, usare il linguaggio del cuore. (…) Elisa è stata un sorriso di Dio e sapete i sorrisi non durano per sempre. Sennò non sarebbero apprezzati”.




