Si è chiuso ieri – domenica 29 marzo – a Saint-Barthélemy il “Gran Finale” di Federico Pellegrino, una tre giorni di gare ed eventi che hanno accompagnato l’ultimo atto della carriera del campione valdostano. Un appuntamento sportivo, ma soprattutto un momento simbolico per il fondo italiano e per la Valle d’Aosta.
Il momento più intenso è arrivato sul palco, davanti al pubblico di casa. Pellegrino ha provato a parlare, ma si è fermato, sopraffatto dall’emozione, sedendosi sul gradino più alto del podio mentre partiva un lungo applauso. “Sarà una nuova vita, non più legata allo sport professionistico, ma aperta a tutto ciò che potrà arrivare – ha detto il campione valdostano. Questa idea era nata al contrario: ero io che volevo ringraziare voi”.
Il fondista di Nus ha ripercorso gli ultimi mesi: “quest’anno è stato un anno incredibile, quasi irreale (…) e poter concludere così è davvero un sogno che si realizza”. Poi ancora un saluto: “grazie a tutte le persone che mi sono state accanto. Grazie di cuore”.

Gare, giovani e territorio: il passaggio di testimone
La giornata centrale è stata quella della 50 chilometri dei Campionati italiani, vinta da Caterina Ganz e Davide Graz. In pista, però, l’attenzione era tutta per Pellegrino, che ha affrontato la gara senza l’assillo del risultato, fermandosi lungo il percorso per salutare tifosi e amici, tra abbracci e momenti di riflessione.
Il programma si è concluso con le staffette tricolori e una giornata dedicata anche ai più giovani, con oltre 150 partecipanti nelle prove promozionali. A tutti è stato consegnato un pettorale firmato e utilizzato da Pellegrino nelle stagioni di Coppa del Mondo, come passaggio simbolico di testimone.
Accanto all’aspetto sportivo, l’evento ha avuto anche una dimensione di valorizzazione territoriale. “Credo che questo non rappresenti un epilogo, ma l’inizio di una nuova Era per la valle di Saint Barthélemy”, ha commentato il Sindaco di Nus Camillo Rosset. Sottolineando anche il valore della visibilità e delle ricadute per il territorio.
Sulla stessa linea il Presidente dello sci club locale, Alessandro Plater: “siamo arrivati alla conclusione di un progetto che Chicco ci aveva proposto più di un anno fa (…) le difficoltà non sono mancate, ma i risultati dimostrano che quella fiducia era ben riposta”.
Con il “Gran Finale” di Pellegrino si chiude così una carriera ai massimi livelli dello sci di fondo, costruita tra Coppa del Mondo, Mondiali e Olimpiadi. Ma si apre una nuova fase per uno degli atleti più rappresentativi del nostro sport regionale.




