Il centrodestra unito in Valle d’Aosta ha raggiunto un accordo su un tema a lungo dibattuto nella coalizione: la proposta della nuova legge elettorale. Il consigliere della Lega Paolo Sammaritani è il primo firmatario della proposta di riforma, ed ha annunciato che il testo è stato condiviso con tutte le forze della coalizione, ovvero Forza Italia, Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Udc.
La proposta, depositata questa mattina presso il Consiglio Valle, rappresenta una sintesi delle varie idee dei movimenti, un lavoro di convergenza delle diverse sfumature che hanno a lungo spaccato la coalizione. Tuttavia, queste divergenze sarebbero state superate poiché “l’obiettivo principale è avanzare insieme in questo progetto politico”, rimarca Sammaritani.
Un punto controverso riguardava l’elezione diretta del presidente della Regione, che era stata prevista in una legge depositata nel maggio del 2022 da Forza Italia, con il sostegno di Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Udc, ma incontrava una forte opposizione del Carroccio.
Il nuovo testo condiviso, invece, ha trovato un punto mediano: nessuna elezione diretta del presidente della giunta, ma esiste la previsione di un capolista che indichi la presenza del leader all’interno del partito. Una sorta di indicazione tacita all’elettore, a cui poi il gruppo consiliare che avrà ottenuto il maggior numero di seggi sarà tenuto in quanto dovrà indicare il proprio capolista come candidato alla presidenza.
Solo nel caso improbabile che il capolista non sia stato eletto consigliere regionale, il gruppo consiliare sarò libero di scegliere un altro candidato tra i consiglieri eletti. Secondo il centrodestra unito questa modalità renderà più chiara la volontà dell’elettore, indicando chi sarà la persona designata come presidente, con una valenza politica importante.
La proposta di legge prevede anche una soglia di sbarramento del 4%, che aumenta al 9% per le coalizioni. Inoltre, è stato introdotto un quorum infracoalizionale, in modo che anche un partito che non raggiunge il 4% all’interno della coalizione possa ottenere un seggio. Sono stati stabiliti anche dei premi di maggioranza: 19 seggi per chi raggiunge il 35% delle preferenze e 21 seggi per chi ottiene il 40% dei voti. La quantità di firme necessarie per presentare una lista è stata ridotta e dovrebbe essere compresa tra 500 e 700, ma i partiti rappresentati alla Camera o al Senato sono esentati dalla raccolta di firme. Gli elettori avranno la possibilità di esprimere fino a cinque voti e non sarà prevista la preferenza di genere.
Lo scetticismo del leghista Stefano Aggravi
Il rapido cambio di prospettiva sulla legge elettorale da parte del Carroccio ha però aperto un “caso” e, dopo le dimissioni del consulente esterno Boggero, il consigliere leghista Stefano Aggravi ha annunciato pubblicamente di non voler sottoscrivere la nuova proposta di legge elettorale appena presentata.

Con un lungo messaggio in cui ringrazia il collega Paolo Sammaritani per il lavoro certosino di predisposizione della norma, Aggravi si dice anche “non del tutto convinto” della proposta del centrodestra unito che potrebbe non collimare con le previsioni dell’art.15 della Statuto della Valle d’Aosta.
Il tema della proposta di legge elettorale ha aperto un fronte interno in cui almeno 4 consiglieri regionali – oltre allo stesso Stefano Aggravi – non avrebbero gradito la sterzata in corsa. Per riportare la serenità in casa Lega Vallée d’Aoste è stata convocata una riunione urgente del gruppo consiliare per questa mattina, 4 agosto.




