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I rischi della teoria gender nelle scuole: ospite della serata la dott.ssa Iannetti

di Redazione

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Si è tenuta – lo scorso 21 novembre – la conferenza ‘Giu le mani dai bambini! Cosa sta succedendo nella scuola? Un approccio scientifico al di sopra delle ideologie a tutela di bambine e bambini,di ragazze e ragazzi’. Ad organizzare l’incontro sono stati, in collaborazione, il movimento ‘Valle d’Aosta Futura’, con le associazioni ‘EducaliberaVdA’, il ‘Comitato MicroaiutoVdA’ e il gruppo ‘Manifestazioni per la Libertà’.

Ospite e relatore della serata la dott.ssa Anna Rita Iannetti. Ascoltata per due ore e mezza dal numeroso pubblico, la dottoressa ha illustrato come la teoria gender e la carriera alias siano prive di fondamento scientifico in campo biologico, psicologico e delle neuroscienze. La teoria gender una volta introdotta nelle scuole produrrebbe nei giovani alunni confusione, situazioni di disagio e destabilizzazione psicologica, in quella particolare e delicata fase dello sviluppo che avviene durante gli anni scolastici.

Alla conferenza hanno partecipato anche tre Consiglieri regionali. Durante la serata è emersa chiara da parte dei presenti la preoccupazione per l’eventualità in cui le istituzioni regionali, i partiti politici e l’Amministrazione decidessero di promuovere iniziative a favore dell’ introduzione della carriera alias per gli studenti nelle scuole.

“I partecipanti alla serata, insieme a molti  genitori e docenti hanno sottolineato la necessità di una corretta informazione sul tema, denunciando la non diffusione dell’ evento da parte della   Sovraintendenza agli Studi della Valle d’Aosta”, scrivono i promotori in una nota.

“Durante il confronto – continua la nota diffusa dai promotori della serata – è infine emerso un altro rilevante aspetto:  la carriera alias presenta rilievi di natura giuridica. Quasi sempre le scuole che la introducono fanno leva sul D.p.r. 275/1999, recante la disciplina in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche. Il fatto è che, in assenza di una normativa specifica, evocare tale norma appare alquanto parziale e arbitrario. Questo per un motivo semplice: l’articolo 4 del citato D.p.r. presuppone, quale componente finalistica della norma, il rispetto della libertà di insegnamento, della libertà di scelta educativa delle famiglie e delle finalità generali del sistema. Quindi la pur rilevante autonomia scolastica non può essere tirata in ballo per l’adozione di provvedimenti che non trovino in una norma, ad oggi assente, il loro fondamento giuridico”.