Il possibile utilizzo di glifosato nei vigneti e frutteti de La Plaine riapre il dibattito sull’uso di diserbanti chimici nel settore agricolo locale. A segnalare la questione sono le associazioni ambientaliste ‘Valle Virtuosa’, ‘Legambiente’ e ‘Agricoltura Biologica e Biodinamica’, che – in modo congiunto – esprimono preoccupazioni per i trattamenti osservati in queste settimane di primavera, in particolare nei Comuni di Gressan, Jovençan, Aymavilles e zone limitrofe.
Le associazioni, documentando con fotografie le condizioni dei terreni agricoli, sollevano dubbi sulla sostenibilità dei metodi utilizzati in coltivazioni spesso presentate come “naturali” e “tradizionali”. Il sospetto – loro dire – è che tra le sostanze impiegate vi sia ancora il glifosato, erbicida controverso, classificato dall’OMS come probabile agente cancerogeno.
A fronte di queste preoccupazioni, i firmatari chiedono alle autorità regionali di chiarire se siano state effettuate analisi a campione sui terreni per escludere l’uso di sostanze pericolose per la salute pubblica e l’ambiente. Le richieste includono anche verifiche su eventuali contaminazioni dei raccolti, dei suoli e delle falde acquifere.
Le associazioni ricordano inoltre la mozione n. 716, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale il 13 giugno 2019, che invitava il Governo regionale a collaborare con i Comuni per vietare l’uso del glifosato sul territorio. Finora, Comuni come Aosta, Champorcher e Pontboset hanno già adottato provvedimenti in questa direzione, mentre altre zone risultano ancora scoperte.
Ma cos’è il glifosato?
Il glifosato è uno dei diserbanti attualmente più utilizzati al mondo, introdotto negli anni ’70 per il controllo delle erbe infestanti. Il suo uso si è diffuso in ambito agricolo per l’efficacia e il basso costo, ma nel tempo è diventato oggetto di controversie scientifiche e politiche.
Nel 2015, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, tramite l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), ha classificato questa sostanza come “probabile cancerogeno per l’uomo”. Altre agenzie, come l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), invece, hanno espresso valutazioni differenti, contribuendo ad un dibattito ancora aperto sull’uso e la regolamentazione di questa sostanza.
Nonostante le dispute, alcuni studi hanno documentato possibili effetti nocivi per la salute (soprattutto per i lavoratori agricoli) e impatti ambientali, tra cui contaminazioni di terreni e falde acquifere. A livello europeo, il glifosato è ancora autorizzato, ma diverse amministrazioni locali hanno avviato politiche di limitazione o divieto.




