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Politica e Istituzioni

Giovanni Maria Flick lascia la Commissione Paritetica, Stefano Aggravi: "Una vittima inconsapevole"

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Con una lettera indirizzata al presidente della Regione, Erik Lavevaz, e al presidente del Consiglio regionale, Alberto Bertin, Giovanni Maria Flick ha rassegnato le sue dimissioni dalla Commissione Paritetica Stato-Regione Valle d'Aosta.

Flick aveva raccolto 19 voti su 33, soltanto quelli della maggioranza. La rinuncia? "Non per ripicca, ma per disagio", ha spiegato al quotidiano 'La Stampa'. Il nome di Flick, ex ministro della Giustizia e già presidente della Corte costituzionale, insignito dell'onorificenza regionale di Amis de la Vallée d'Aoste perché assiduo frequentatore di Courmayeur, avrebbe dovuto raccogliere, secondo la maggioranza regionale e l'interessato, un'ampia convergenza.

"Credo che il Consiglio Valle non abbia colto un'opportunità di convergere trasversalmente su una figura di assoluto valore come quella dell'avvocato Flick- dice il presidente Lavevaz - che avrebbe potuto dare una forte impronta all'attività della Paritetica. Rispetto la sua scelta, pur essendo dispiaciuto che la sua esperienza e la sua competenza non possano essere messe al servizio della Valle d'Aosta in questa occasione".

Nel voto di mercoledì per la Paritetica, era mancato anche un voto (rispetto ai 19 presenti della maggioranza) per il senatore Albert Lanièce. Gli altri componenti sono la professoressa Barbara Randazzo, docente di Diritto costituzionale all'Università di Milano, componente uscente della Paritetica, votata da 31 consiglieri, oltre ai tre di nomina governativa Massimo Occhiena, Mauro Silvestri ed Emily Rini. "Siamo già al lavoro sulla ricerca di un altro nome di alto profilo per completare la Paritetica, in modo che questa possa confrontarsi al più presto sulle importanti questioni aperte", conclude Lavevaz.

"Spiace per la scelta del presidente Flick, vittima inconsapevole della mancanza di completa condivisione dei candidati di più alto profilo tecnico alla Commissione Paritetica". Lo scrive su Twitter Stefano Aggravi, vicecapogruppo della Lega in Consiglio regionale ed ex assessore alle Finanze. Per Aggravi, "il vulnus istituzionale creatosi ora è di più difficile soluzione".