“La richiesta di sospendere i lavori è poco seria, irresponsabile e illogica”. La tensione sul delicato dossier della viabilità sulle gallerie di raccordo S.S.27/A5 tocca il culmine, con un duro affondo dei Consiglieri regionali del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra. Al termine di un lungo e acceso dibattito in Consiglio Valle, i rappresentanti di AVS – Chiara Minelli, Eugenio Torrione e Andrea Campotaro – hanno espresso totale contrarietà alla risoluzione, proposta dalla maggioranza e sostenuta da quasi tutta l’opposizione, che chiede lo stop immediato agli interventi di adeguamento delle gallerie Côte de Sorreley e Signayes.
I lavori, il cui avvio è ormai imminente, mirano ad allineare le strutture agli standard di sicurezza europei imposti da normative. Per gli esponenti di sinistra, la mossa del Consiglio rappresenta una clamorosa retromarcia che mette a nudo le fragilità della gestione politica della macchina regionale.
Un fallimento politico e programmatorio
“Questa richiesta – commentano duramente i Consiglieri di Alleanza Verdi Sinistra – rappresenta la più evidente ammissione del fallimento politico e programmatorio che ha caratterizzato l’intera vicenda. Per settimane ci è stato detto che non esistevano alternative, che i tempi erano definiti e che la chiusura era inevitabile e improrogabile”.
Secondo il gruppo consiliare, i tempi per ridiscutere l’impatto dei cantieri sul territorio sono ampiamente scaduti. Un’eventuale azione di blocco o di revisione delle modalità esecutive avrebbe dovuto trovare spazio in un confronto preventivo, non a ridosso dell’allestimento delle aree di lavoro.
“Se questa richiesta di immediata sospensione dei lavori aveva un senso – incalzano Minelli, Torrione e Campotaro – andava formulata mesi fa, quando era ancora possibile discutere seriamente della cantierizzazione, delle modalità di esecuzione degli interventi e delle misure necessarie per ridurne gli impatti sul territorio”.
Il nodo delle alternative
Il gruppo di minoranza evidenzia una contraddizione di fondo nella linea emersa dall’aula di Piazza Deffeyes. Se l’esecutivo ha ribadito a più riprese l’indifferibilità delle opere per ragioni di sicurezza e l’assenza di percorsi alternativi praticabili, l’improvviso dietrofront istituzionale rischia di minare la credibilità dell’intera operazione.
“Se invece, come ci è stato ripetuto fino a oggi, non esistono alternative praticabili e i lavori sono necessari, allora chiedere una sospensione a ridosso dell’apertura del cantiere è irresponsabile, impraticabile e nei fatti rappresenta una smentita di quanto sostenuto per settimane. Tutta la vicenda è una presa in giro della popolazione valdostana”, proseguono i Consiglieri di AVS.
L’analisi di Alleanza Verdi e Sinistra si chiude con un affondo sul deficit di programmazione che coinvolge sia le forze di governo: “o le alternative esistevano, e allora la maggioranza si è accorta con colpevole ritardo di ciò che avrebbe dovuto valutare per tempo. Oppure le alternative non ci sono, e allora la richiesta di sospensione è un atto privo di credibilità. In entrambi i casi emerge un grave deficit di programmazione politica. Ancora più sorprendente è che si chieda alle forze di opposizione di condividere questa operazione”.




