Circa 200 lavoratori hanno partecipato questa mattina al presidio davanti alla direzione della Cogne Acciai Speciali di Aosta, durante le otto ore di sciopero proclamate da Fim CISL, Fiom CGIL e Uilm, con l’adesione del SAVT Industrie.
La mobilitazione arriva dopo la disdetta unilaterale del contratto integrativo aziendale da parte della Cogne, decisione che ha aperto una nuova fase di tensione nei rapporti tra azienda e rappresentanze dei lavoratori.
Dietro la Cogne ci sono 1.500 famiglie
Durante il presidio sono intervenuti i rappresentanti delle organizzazioni sindacali. Fabrizio Graziola della Fiom CGIL ha richiamato l’attenzione sulle dimensioni della vertenza e sulle possibili conseguenze per l’intera Valle d’Aosta.
“La Cogne Acciai Speciali è la più grande azienda della Valle d’Aosta: conta circa 1.200 dipendenti che diventano quasi 1.500 considerando anche l’indotto. Dietro questi numeri ci sono 1.500 famiglie che oggi vedono il proprio futuro appeso a un filo”.
Per Graziola, la situazione dello stabilimento non può più essere considerata esclusivamente una vicenda aziendale: “in una regione come la nostra il rischio è che una crisi industriale si trasformi rapidamente in una crisi sociale”.
Gli occhi sul 13 luglio e sul tavolo al Ministero
Nel suo intervento il rappresentante della Fiom ha ricordato anche le difficoltà attraversate dal settore siderurgico italiano ed europeo, richiamando l’introduzione dei dazi sull’acciaio e le nuove regole del Cbam, il meccanismo europeo di adeguamento del carbonio alle frontiere. Dal comparto si attendono i primi segnali di inversione di tendenza a partire dal terzo trimestre dell’anno.
Il prossimo passaggio della vertenza è fissato per il 13 luglio, quando è previsto un incontro sul contratto integrativo aziendale. Successivamente la situazione della Cogne s.p.a. sarà affrontata anche in un tavolo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy dedicato alle crisi industriali.
“Ci aspettiamo che da questi appuntamenti arrivino risposte concrete e un impegno condiviso per tutelare il futuro dell’azienda e dei suoi lavoratori”, ha concluso Graziola.




