Nuovo scambio politico nel Centrodestra valdostano sul caso Testolin e sulla scelta di Fratelli d’Italia di portare la vicenda all’attenzione del Governo nazionale, attraverso un’interrogazione parlamentare presentata dal Deputato Alessandro Urzì.
Dopo le dichiarazioni del Segretario regionale di Forza Italia Emily Rini, che aveva definito “orripilante” l’iniziativa di Fd’I, è intervenuto il nuovo Commissario regionale del partito Walter Musso con un invito a riportare il confronto sul piano istituzionale.

“Noi siamo autonomisti sempre, non a convenienza – afferma Musso respingendo le accuse della forzista. L’autonomia non è contrapposizione allo Stato e non può diventare uno schermo quando vengono in rilievo funzioni statali, come quelle prefettizie, attribuite dallo Statuto al Presidente della Regione”.
Nel passaggio più politico della replica, Musso richiama alcune dichiarazioni pronunciate dalla stessa Emily Rini nel 2019 durante il caso Augusto Rollandin.
“Trovo quindi quantomeno singolare leggere che oggi, a distanza di appena sei anni, una posizione di questo tipo venga considerata orripilante o da rabbrividire”, chiosa Musso.
Il dirigente di Fratelli d’Italia precisa comunque di non voler “sovrapporre meccanicamente due situazioni che hanno presupposti giuridici diversi”, ma insiste sul principio politico-istituzionale: chi ricopre incarichi di vertice “è chiamato a misurarsi non solo con la legittima difesa delle proprie ragioni, ma anche con il rispetto del ruolo, della funzione e dell’Istituzione che rappresenta”.
Inoltre, Musso respinge l’idea che l’iniziativa di Fratelli d’Italia rappresenti un attacco all’autonomia valdostana: “la Valle d’Aosta è parte della Repubblica Italiana. La sua specialità è una ricchezza costituzionale, non una zona franca istituzionale”, scrive.
“Essere istituzionali non significa tacere – conclude il Commissario regionale. Che poi rivendica “con assoluta serenità” la scelta di avere sollevato la questione “nelle sedi competenti”, grazie anche all’intervento del Deputato Alessandro Urzì.




