REDAZIONE@AOSTANEWS24.IT

Caso Pride: liberi di “provocare”, purché ad essere colpiti siano i valori altrui

Una provocazione pubblicata con leggerezza? Sicuramente. Un’imprudenza intempestiva? Altrettanto. Il Segretario personale del Vescovo ricorderà a lungo il costo sociale di un post nel mondo più tollerante di sempre.

Gilbert Turcotti pubblica sul proprio stato WhatsApp le bandiere del Pride disposte a formare una svastica. Scoppia il caso. Il Vescovo Mons. Franco Lovignana chiarisce immediatamente che quella è un’opinione personale e non rappresenta la Diocesi.

Sembrerebbe abbastanza. Macché.

Dal Comitato Aosta Pride fanno sapere che non è sufficiente: “non è la presa di distanza che avevamo chiesto”. Non basta che il Vescovo affermi – tempestivamente e senza remore – che quella non è la posizione della Curia: deve dire ciò che gli viene preteso.

E mentre sulla piazza digitale si reclamano condanne, c’è un uomo il cui nome viene consegnato a giornali e motori di ricerca inesorabilmente. Uno stato WhatsApp impersonale dura il tempo di un soffio, la gogna mediatica resta in calce.

L’immagine della svastica finita al centro della polemica

Poi capita di sfogliare l’archivio di AostaNews24. Aosta Pride, edizione 2022, in corteo compare un cartello che recita: “Gesù aveva due papà”. Lo stesso messaggio ricompare nel 2024 (foto copertina).

Quest’anno i cartelli simili sono rimasti diradati, non esposti con la stessa audacia. Forse avrà contribuito il durissimo scontro consumato in Consiglio comunale, proprio sul carattere politico della manifestazione e sull’opportunità del sostegno pubblico.

Ma la provocazione resta agli annali: qualcuno ricorda le scuse pubbliche dei promotori a tal riguardo? E nemmeno una richiesta di dissociarsi da parte della Diocesi, sebbene un’intera comunità si poteva sentire offesa nella propria identità da esternazioni così. E invece no, perché – a quanto pare – rigidità e logiche clericali non arrivano più dalla Chiesa cattolica.

Quel post poteva essere risparmiato? Ovviamente sì! Ma chi ha costruito sulla provocazione una narrazione rivendicata – come strumento di lotta politica – ed una parte del proprio linguaggio pubblico, dovrebbe possedere una qualità indispensabile: saperne incassare almeno una.

AostaNews24.it
Cercle Proudhon Edizioni
P.Iva 01242210076
Registrazione Tribunale di Aosta n.2/2015