Dopo le critiche circolate nelle ultime settimane sulla nuova gestione del canile-gattile regionale, il Consorzio COOB – in sinergia con la Cooperativa Sociale Melograno – ha diffuso una nota per chiarire il proprio operato e rispondere alle polemiche.
Dal 1° luglio 2025, l’affidamento della struttura è avvenuto tramite gara pubblica. Il Consorzio COOB, attivo nella gestione di servizi pubblici complessi, ha incaricato Melograno di coordinare le attività e il nuovo personale.
“Ogni subentro comporta aggiustamenti – spiega la direzione nella nota – ma stiamo seguendo fedelmente il capitolato, che riprende molti elementi della precedente convenzione”. Quanto all’accesso dei volontari, i nuovi gestori smentiscono la ricostruzione secondo cui sarebbe loro limitato l’accesso: “dal primo giorno, decine di volontari hanno continuato quotidianamente a collaborare. In media 25 al giorno, con punte di 40 nel fine settimana”.
A questo si è aggiunto un percorso formativo, già iniziato con un primo incontro tenuto dall’esperto Marco Bravi e frequentato da circa 40 persone. Altri moduli sono previsti per nuovi volontari e per chi già opera all’interno della struttura.
Le regole, la sicurezza, la tutela
Il nuovo gestore fa sapere che è stato introdotto un regolamento interno – validato dall’Amministrazione regionale – che disciplina l’accesso e le attività dei volontari, con attenzione alla sicurezza, al benessere degli animali e alla riservatezza. “Ci sono animali coinvolti in sequestri giudiziari o casi sociali – si legge nella nota – ed è vietata la diffusione di foto o video per tutelare persone e animali”.
Cure, alimentazione e presenza medica
Sul piano gestionale, sarebbero stati introdotti due momenti di somministrazione del cibo al giorno, a differenza della precedente unica somministrazione serale. L’acquisto degli alimenti è coperto da fondi regionali e le donazioni alimentari saranno gestite direttamente dalle associazioni. È stata inoltre garantita la presenza regolare del Direttore sanitario e sono in programma nuovi percorsi di formazione per operatori, con docenti di rilievo nazionale.
Riduzione dei cani in struttura
Un dato che, secondo la cooperativa, dimostra l’efficacia del nuovo approccio è il numero attuale di ospiti: “oggi sono presenti 51 cani, a fronte di una media passata di 65-70. Il nostro obiettivo non è ospitare, ma trovare famiglie accoglienti per gli animali”, sottolineano nella nota.
Coinvolgimento delle istituzioni
Infine, è stato attivato – su richiesta del CELVA – un corso di formazione specifico per la Polizia locale sulle corrette modalità di cattura degli animali vaganti, nell’ottica di una gestione sicura e rispettosa per l’animale.
“La struttura è un bene pubblico, non la sede di un’associazione – conclude con una stoccata la nota – e va gestita come tale: con trasparenza, sicurezza e attenzione al benessere animale”.




