Una sola manifestante, a cui – peraltro – va riconosicuta una vera forza d’animo. Invece, nessun corteo e piazza praticamente deserta. È questo il bilancio della mobilitazione ‘Noi siamo il popolo’, annunciata da un tam tam social per le ore 15:00 di sabato 24 ottobre in piazza Chanoux. L’iniziativa era parte della giornata di protesta contro il carovita e le difficoltà economiche delle famiglie, da cui nuovi cortei e – in diversi casi – scontri nella città italiane.
Nel capoluogo valdostano, però, l’appello alla mobilitazione è rimasto del tutto inascoltato, con i giornalisti in cerca di manifestanti che non si sono palesati. All’orario previsto per il ritrovo in piazza si è presentata soltanto una 19enne dell’Università della Valle d’Aosta, che ha fatto un picchetto di diverse ore per testimoniare la propria protesta. La giovane è rimasta così l’unica partecipante ad una manifestazione che non ha mai preso forma.
Alla vigilia erano emerse alcune incertezze sull’organizzazione dell’appuntamento, in particolare sull’identità dei promotori locali e sull’effettiva adesione alla mobilitazione nazionale. Il risultato ha confermato il sostanziale flop sul piano della partecipazione.
Ad Aosta c’è solo il Blocco Studentesco
Ironia della sorte – nella giornata delle manifestazioni che in molte città italiane ha assunto i colori della sinistra e dei movimenti sociali – ad Aosta in strada c’è solo il Blocco Studentesco. La sigla rappresenta il movimento giovanile e studentesco vicino a Casapound.

Con un banchetto in Croce di città, un drappello di giovani e studenti di destra hanno scelto il 24 settembre per un volantinaggio e per presentare pubblicamente l’avvio delle loro attività nel capoluogo valdostano.
“La nascita del Blocco Studentesco ad Aosta rappresenta un passaggio fondamentale per dare voce agli studenti valdostani fuori dagli schemi tradizionali e dall’immobilismo istituzionale – si legge in una nota -. Il nostro obiettivo è costruire uno spazio di formazione e di attivismo concreto, che metta al centro i reali bisogni dei ragazzi”.
E ancora: “(…) vogliamo essere un punto di riferimento quotidiano tra i banchi di scuola e nelle piazze, pronti a batterci concretamente contro i disservizi strutturali, dal caro libri ai problemi legati ai trasporti e alla manutenzione degli istituti. Riportare la politica vissuta come passione e formazione tra le nuove generazioni è la priorità assoluta per dare finalmente voce a chi non si riconosce nei modelli esistenti”.
Giuseppe Manuel Cipollone




