Nuovo capitolo nell’affaire CVA, che si arricchisce di elementi sempre più scottanti: così dopo la richiesta di documentazione riservata da parte dei Consiglieri regionali, seguita da uno stop alla diffusione libera dei dossier da parte del Presidente della IV Commissione Roberto Rosaire (a sua volta finito nel tritacarne mediatico accusato di un possibile conflitto di interesse fra la sua azienda edile e CVA), è nuovamente la La Lega Vallée d’Aoste ad accendere le polveri.
“La Lega ha proceduto in maniera autonoma, come unica forza presente in Consiglio, ad approfondire la richiesta di chiarificazioni avanzata da CVA riguardo a potenziali violazioni di riservatezza avvenute ai suoi danni nel mese di ottobre 2024“, inizia così la nota del Carroccio.
“La società (…) – specificano i Consiglieri – in una lettera del 26 novembre 2024 indirizzata ai Presidenti Testolin, Bertin e a tutti i Gruppi consigliari, aveva infatti lamentato violazioni degli obblighi di segreto d’ufficio. Nessuno – a mesi di distanza – si è preso l’onere di approfondire”.
Dunque la Lega, ancora una volta, si domanda: “perché questo disinteresse verso la segnalazione di CVA e soprattutto: a chi giova sorvolare su un fatto potenzialmente così grave?”.
“Una cosa è certa: dopo una settimana di ritardo ingiustificato nell’ottenimento della documentazione, per la quale abbiamo dovuto ricorre al sollecito previsto dal Regolamento, ora siamo in possesso di elementi molto circostanziati che chiariscono le dinamiche e confermano i nostri dubbi sulle ingerenze della politica”.
Un nuovo attacco pesante da parte leghista, che agita ancora una volta lo scenario delle pressioni politiche a danno della società energetica. Ma stavolta sarebbe diverso: non si tratterebbero di ipotesi, ma di scenari e dinamiche ben circostanziate.
“Oggi – riferiscono i Consiglieri del Carroccio – abbiamo chiesto che la IV Commissione acquisisse agli atti i verbali di cui siamo in possesso, così tutti potranno fare le proprie valutazioni. Se per qualcuno quanto sta accadendo rappresenta davvero la normale dialettica su un dossier squisitamente tecnico-amministrativo, come ha incredibilmente sostenuto il Presidente dell’Union Valdôtaine, i valdostani devono seriamente preoccuparsi”.
“Attendiamo ora i successivi sviluppi”, conclude laconico il Carroccio.




