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Politica, dopo la decadenza di Testolin l’UV punta su Marguerettaz: al via le consultazioni

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di Redazione

La crisi politica aperta dalla decadenza di Renzo Testolin entra nella fase viva, delle trattative per la formazione del nuovo governo regionale. L’Union Valdôtaine ha scelto Aurelio Marguerettaz come candidato e successore alla presidenza della Regione, affidandogli il compito di avviare le consultazioni con le forze politiche. L’obiettivo è arrivare all’elezione del nuovo esecutivo regionale già nella prossima settimana, mantenendo l’attuale perimetro di alleanza con il Centro Autonomista e Forza Italia.

La designazione è arrivata nella serata di ieri – giovedì 29 ottobre – quando il Conseil fédéral unionista, riunito a Saint-Christophe, ha approvato per acclamazione la candidatura dell’attuale Capogruppo regionale. Una decisione quasi obbligata, maturata dopo la sentenza della Corte d’Appello di Torino che ha confermato l’ineleggibilità di Testolin in Giunta per il superamento del limite dei mandati consecutivi.

La sentenza e la crisi regionale

Il pronunciamento dei giudici torinesi ha confermato la decisione del Tribunale di Aosta del maggio scorso, determinando la decadenza del Presidente e della Giunta regionale. Testolin manterrà il proprio seggio di Consigliere in Consiglio Valle, mentre l’assemblea disporrà di 60 giorni per eleggere un nuovo Presidente della regione e di un nuovo esecutivo, pena il ritorno anticipato alle urne.

Nella seduta di mercoledì 28 ottobre, il Consiglio regionale ha formalmente preso atto della sentenza, aprendo un confronto politico sulle responsabilità della crisi e sulle prospettive della legislatura. Un confronto che però si annuncia prevalentemente formale.

L’Union Valdôtaine sceglie la continuità

Per l’Union Valdôtaine la soluzione arriverà rapidamente. Dopo il primo confronto negli organismi dirigenti, il Conseil fédéral ha affidato a Marguerettaz il mandato di verificare le condizioni per la formazione della nuova Giunta.

“Accetto l’incarico perché so che possiamo fare un buon lavoro per la Valle d’Aosta”, ha dichiarato a caldo il neo candidato Presidente, indicando come priorità il ritorno alla piena operatività dell’Amministrazione regionale.

Attualmente la linea politica è quella della continuità: nessun allargamento della maggioranza e conferma dell’alleanza tra UV, Centro Autonomista e Forza Italia. Le consultazioni, previste a partire da venerdì 30 ottobre, inizieranno dagli attuali alleati per poi coinvolgere le altre forze politiche.

Anche la composizione della Giunta dovrebbe rimanere quasi invariata. Oltre alla sostituzione di Testolin con Marguerettaz, resta da individuare il successore di Luigi Bertschy all’Assessorato allo Sviluppo economico. Con ogni probabilità sarà Laurent Viérin.

Centro Autonomista e Forza Italia: priorità alla stabilità

Dagli alleati dell’Union Valdôtaine sono arrivati segnali favorevoli alla prosecuzione dell’esperienza amministrativa.

Il Centro Autonomista, attraverso il Capogruppo Marco Viérin, ha richiamato la necessità di affrontare rapidamente la nuova fase politica e rispettare le scadenze istituzionali. Una posizione condivisa da Forza Italia, che ha ribadito il rispetto delle decisioni della magistratura e l’esigenza di garantire continuità all’attività regionale.

In Consiglio Valle, Pierluigi Marquis ha sottolineato il lavoro svolto dalla maggioranza durante i mesi di incertezza, assicurando che la crisi sarà affrontata con senso di responsabilità.

Fratelli d’Italia Vd’A: “prima i contenuti, altrimenti si torni al voto”

Articolata la posizione di Fratelli d’Italia, che non esclude a priori un confronto politico, ma chiede alla maggioranza di chiarire innanzitutto obiettivi e prospettive della legislatura.

Il Commissario regionale Walter Musso, intervenuto dopo la sentenza, ha parlato della necessità di superare una situazione politica rimasta troppo a lungo sospesa. Secondo Fd’I, spetta anzitutto ai partiti dell’attuale maggioranza verificare se esistano ancora le condizioni per una sintesi politica e per individuare obiettivi condivisi.

“La ricerca di un’intesa ha senso se permette di costruire un governo capace di decidere e di assumersi la responsabilità delle proprie scelte“, ha sottolineato Musso, avvertendo che limitarsi a ridefinire gli incarichi significherebbe perdere altro tempo. Qualora mancassero le condizioni per un accordo fondato sui contenuti, il ritorno alle urne rimarrebbe un’opzione da affrontare.

In Consiglio regionale, il Capogruppo Alberto Zucchi ha riconosciuto la determinazione di Alleanza Verdi Sinistra nel portare avanti il ricorso, esprimendo però preoccupazione per le conseguenze della crisi. Zucchi ha chiesto un cambiamento nell’azione di governo e una riforma della legge elettorale, ribadendo ch – in assenza di una svolta – sarebbe preferibile restituire la parola agli elettori.

Anche i consiglieri Massimo Lattanzi e Massimiliano Tuccari hanno richiamato la necessità di garantire stabilità istituzionale e risposte concrete ai valdostani. Fd’I ha infine sollecitato un passo indietro del Vicepresidente Luigi Bertschy nella fase transitoria, ritenendo che la sua posizione rispetto al limite dei mandati presenti analogie con quella di Testolin.

Lega: critiche alla maggioranza e richiesta di riforma elettorale

Anche la Lega Vallée d’Aoste ha espresso una valutazione severa della vicenda. Il Segretario regionale Marialice Boldi ha sostenuto che Testolin avrebbe dovuto lasciare l’incarico già dopo la prima sentenza.

In Consiglio, invece, Corrado Bellora ha attribuito alla maggioranza la responsabilità di aver gestito in modo inadeguato il risultato elettorale, tornando a chiedere una revisione della legge regionale per garantire maggiore stabilità.

AVS rivendica il risultato giudiziario

Alleanza Verdi Sinistra, promotrice del ricorso contro l’elezione di Testolin, si gode il momento di gloria, accogliendo la sentenza come conferma delle proprie ragioni.

Il Coordinatore Elio Riccarand ha ricordato che il movimento aveva contestato fin dall’inizio la possibilità di un quarto mandato consecutivo, sostenendo che la crisi avrebbe potuto essere evitata. In aula, il Capogruppo Chiara Minelli ha sottolineato che l’iniziativa giudiziaria era finalizzata al rispetto della legge regionale e non a una contrapposizione personale. AVS chiede ora alla maggioranza di trarre le conseguenze politiche della vicenda, senza limitarsi a sostituire alcuni componenti della Giunta.

Partito Democratico: “non basta cambiare un nome”

Anche il Partito Democratico attribuisce alla maggioranza la responsabilità politica dell’incertezza istituzionale.

Il Segretario regionale Fulvio Centoz ha ricordato che già nel 2025 erano emerse perplessità sull’eleggibilità di Testolin. Per il PD, l’eventuale confronto con le altre forze politiche dovrà partire da un programma e da una maggioranza credibile, non dalla semplice redistribuzione degli incarichi.

“Non ci interessano gli organigrammi e non basterà sostituire un nome”, ha precisato a nome del partito, dichiarandosi comunque disponibile ad ascoltare le proposte che emergeranno dalle consultazioni.

La Renaissance: “le responsabilità sono di tutta la maggioranza”

La Renaissance Valdôtaine ha chiesto all’Union Valdôtaine e agli alleati di assumersi la responsabilità delle scelte compiute. In una nota, il movimento ha sostenuto che la crisi non possa essere attribuita esclusivamente a Testolin, dal momento che la sua permanenza alla presidenza era stata sostenuta dall’intera coalizione.

Il Capogruppo Eleonora Baccini ha inoltre chiesto un confronto trasparente e tempi definiti per la soluzione della crisi, osservando che il solo cambio di presidente non risolverebbe i problemi politici emersi.

Ora le consultazioni e la scelta della nuova Giunta

Il primo passaggio sarà il confronto tra Marguerettaz e gli attuali alleati, seguito dagli incontri con le altre forze politiche. L’Union Valdôtaine punta a completare la formazione dell’esecutivo in tempi brevissimi, possibilmente con una seduta straordinaria del Consiglio Valle nella prima settimana di novembre.

La designazione di Marguerettaz infatti non equivale ancora alla sua elezione formale. La scelta definitiva spetterà al Consiglio regionale, chiamato a votare il nuovo Presidente e la Giunta entro il termine previsto dalla legge. Secondo il presunto cronoprogramma già il prossimo 5 novembre.

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