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Supermercato al Q. Dora: Augusta Investimenti difende il progetto, ma il comitato civico porta 823 firme contro

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di Redazione

Il confronto sul futuro del Quartiere Dora si sposta anche sul terreno dei numeri. Da una parte Augusta Investimenti, proprietaria dell’area interessata dalla variante al PUD, nei giorni scorsi ha difeso il progetto per la realizzazione di un nuovo supermercato e di un centro medico. Dall’altra il Comitato Quartiere Dora Verde, che lunedì 7 settembre ha depositato presso la Segreteria del Consiglio regionale una petizione sottoscritta da 823 cittadini, accompagnandola con una dettagliata controreplica alle argomentazioni della società.

I firmatari chiedono al Consiglio Valle di promuovere un’interlocuzione con il Comune di Aosta per arrivare al ritiro della variante urbanistica e aprire un confronto con residenti, associazioni di categoria e realtà locali. Per il Comitato, sull’area dovrebbero essere valutate alternative quali abitazioni a prezzi accessibili, verde, spazi di aggregazione e servizi di prossimità.

Augusta Investimenti, intervenuta nei giorni scorsi nel dibattito, aveva invece contestato quelle che definisce rappresentazioni non corrette dell’operazione. La società ha ricordato innanzitutto che si tratta di terreni privati edificabili e che sull’area esiste già una pianificazione che consentirebbe un consistente intervento residenziale.

Secondo la società, la variante determinerebbe anzi una riduzione dell’impatto edificatorio, sostituendo le palazzine previste con una media struttura commerciale inferiore ai 2.500 metri quadrati e un edificio destinato a centro medico, entrambi con un’altezza di circa sette metri. La società sostiene inoltre che verrebbero evitati importanti scavi e che il progetto avrebbe ricadute occupazionali quantificate in 80-100 posti di lavoro per il supermercato e altri 15-20 per il centro medico.

Nella propria informativa Augusta ha anche respinto l’idea che rinunciare alla destinazione residenziale significhi sottrarre al quartiere un progetto di edilizia sociale: gli appartamenti previsti dalla pianificazione vigente sarebbero infatti destinati al libero mercato. A ciò si aggiungerebbe, secondo la proprietà, l’arrivo dei nuovi residenti degli alloggi ARER già previsti nel quartiere, con conseguente maggiore pressione sui servizi.

La controreplica del comitato: “i numeri non coincidono con gli atti del Comune

È proprio sulla ricostruzione proposta dalla proprietà che il Comitato Quartiere Dora Verde concentra la propria risposta. Il primo punto riguarda le ragioni dell’abbandono della destinazione residenziale. Secondo il Comitato, mentre Augusta Investimenti richiama il rischio di sovraccaricare scuole e asili con nuovi residenti, la deliberazione comunale di adozione della variante farebbe riferimento alla vicinanza dell’acciaieria Cogne e ai conseguenti profili legati alla salute. “Una contraddizione evidente tra chi dice che c’è troppa gente e chi sostiene che è pericoloso viverci”, attacca il Comitato.

Ancora più netta è la contestazione sulle volumetrie. Augusta Investimenti ha indicato come riferimento 6.513 metri quadrati residenziali e 1.918 direzionali. Il Comitato sostiene invece che la deliberazione del Consiglio comunale 112 del 22 luglio riporti, per il progetto del 2012, 3.296,84 metri quadrati residenziali e 1.316,62 direzionali, valori sensibilmente inferiori. Da qui la contestazione sull’effettiva portata della riduzione di cemento rivendicata dalla proprietà.

Il Comitato interviene anche sull’iter autorizzativo, sostenendo che non tutti i pareri possano essere considerati definitivamente acquisiti. In particolare richiama una nota di Arpa Valle d’Aosta del 3 dicembre 2025, nella quale sarebbero state richieste integrazioni relative al rumore ambientale e alle rocce da scavo. Secondo Quartiere Dora Verde, tali integrazioni non sarebbero ancora pervenute e il Comune avrebbe rinviato l’approfondimento alla successiva fase del permesso di costruire.

Contestata anche la definizione dell’intervento come servizio di prossimità: il futuro supermercato avrebbe una superficie di vendita prossima ai 2.500 metri quadrati, mentre il comitato richiama il limite di 250 metri quadrati previsto dalla normativa regionale per gli esercizi di vicinato.

Ultimo terreno di scontro sono le aree che passerebbero al Comune. Dei circa 4mila metri quadrati indicati come cessione gratuita, sostiene il comitato, oltre 900 sarebbero costituiti da terreni già acquisiti gratuitamente dalla città nel 2018 e destinati – nell’ambito dell’operazione – a tornare ai privati. Per i promotori della petizione, quindi, il beneficio netto per il patrimonio pubblico sarebbe inferiore a quello prospettato.

“Non chiediamo ai cittadini e alle istituzioni di crederci sulla parola, ma di andare a verificare di persona i documenti ufficiali e le delibere pubbliche”, afferma il comitato civico. Che con le 823 firme depositate chiede ora a Regione e Comune di fermare la variante e riaprire il confronto sul futuro dell’area.

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