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CAS, dopo l’annuncio del bilancio arriva la preoccupazione di CGIL e FIOM

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Preoccupazione per i conti della Cogne Acciai Speciali e per le ricadute occupazionali sullo stabilimento di Aosta. A esprimerla sono CGIL Valle d’Aosta e FIOM-CGIL Vd’A, dopo la pubblicazione del bilancio 2025 dell’azienda chiuso con una perdita netta di quasi 61 milioni di euro.

Un dato che il sindacato definisce “particolarmente allarmante”, soprattutto perché accompagnato da un aumento dei ricavi, passati da circa 900 milioni a oltre un miliardo di euro anche grazie all’inclusione del gruppo DMV/Mannesmann Stainless Tubes.

Secondo CGIL e FIOM, la situazione conferma le difficoltà percepite negli ultimi mesi e comporterà anche quest’anno il mancato riconoscimento del premio di risultato ai lavoratori dello stabilimento valdostano. Per il terzo anno consecutivo, oltre 1200 dipendenti non riceveranno il premio aziendale.

“La mancanza del premio di risultato rappresenta un ulteriore elemento di preoccupazione per centinaia di famiglie – dichiara Fabrizio Graziola, Segretario regionale della FIOM-CGIL – soprattutto in un contesto già segnato dall’aumento del costo della vita, dall’incertezza industriale e dalle difficoltà che stanno attraversando molti settori produttivi. Purtroppo sono sempre i lavoratori i primi a pagare”.

A pesare, secondo il Sindacato, anche la richiesta avanzata dall’azienda al Ministero del Lavoro per attivare la cassa integrazione straordinaria con contratti di solidarietà per un anno, coinvolgendo 101 lavoratori dell’acciaieria. Negli ultimi mesi la solidarietà aveva già interessato altri 167 dipendenti.

“Non penso che le misure europee previste per il mercato dell’acciaio possano bastare da sole – aggiunge Graziola -. Bisognerà capire i tempi di reazione del mercato e se davvero ci saranno effetti concreti sulla ripresa produttiva”.

Nel mirino delle organizzazioni sindacali ci sono anche le prospettive industriali del gruppo: “le rassicurazioni contenute nel Piano 2030 e le aspettative legate alle misure europee non cancellano le nostre perplessità – sostiene ancora Graziola -. I numeri del bilancio sono pesanti e fotografano una situazione che non può essere sottovalutata. Serve chiarezza sulle strategie industriali, sugli investimenti e sulle prospettive occupazionali. I lavoratori hanno diritto a sapere quale sarà il futuro della Cogne”.

CGIL e FIOM evidenziano inoltre come il recente aumento di capitale sociale da 70 milioni di euro deliberato dal Cd’A, mostri la necessità di un rafforzamento finanziario rilevante per garantire la continuità aziendale.

“La Cogne Acciai Speciali rappresenta un presidio industriale strategico per tutta la Valle d’Aosta – conclude Graziola – e per questo chiediamo massima trasparenza sul piano industriale, sugli investimenti, sui livelli occupazionali e sulle prospettive produttive dello stabilimento”.

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