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Disabilità gravissima, al Consiglio vince la ‘Casa di Sabbia’: annullata parte della delibera regionale sui contributi

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di Redazione

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso dell’associazione ‘La Casa di Sabbia ODV’ contro la disciplina regionale sui contributi destinati alle persone con disabilità gravissima e ai malati di SLA. A tal proposito, è stata anche annullata – in parte – la delibera di Giunta regionale del 18 dicembre 2023.

Con la sentenza n. 3723 del 2026, pubblicata il 12 maggio, la III sezione del tribunale ha riformato la precedente decisione del TAR Valle d’Aosta, dando ragione all’associazione che contestava alcuni criteri previsti per l’assegnazione dei contributi.

Nel dettaglio, i giudici amministrativi hanno ritenuto illegittimo il criterio cronologico utilizzato per l’erogazione delle risorse, basato sull’ordine di presentazione delle domande anziché sulla situazione economica dei richiedenti valutata attraverso l’ISEE. Secondo il Consiglio di Stato, un sistema di questo tipo rischia di penalizzare i soggetti più vulnerabili dal punto di vista economico, risultando in contrasto con i principi di uguaglianza e buon andamento della PA.

La sentenza ha inoltre censurato la previsione di soglie ISEE differenti tra malati di SLA e altre forme di disabilità gravissima – rispettivamente 90.000 e 70.000 euro – ritenendo assente una motivazione adeguata a giustificare tale distinzione.

Un ulteriore profilo contestato riguarda il requisito del certificato attestante la “disabilità gravissima”. Secondo quanto rilevato dal Consiglio di Stato, le commissioni medico-legali competenti in materia di invalidità civile non sarebbero abilitate a rilasciare una certificazione con quella specifica dicitura, con il rischio di escludere potenziali beneficiari.

Il commento dell’associazione ricorrente

L’associazione ‘La Casa di Sabbia’ ha espresso grande soddisfazione per la decisione, sottolineando come prima del contenzioso fosse stato tentato un confronto con l’Amministrazione regionale per modificare la disciplina contestata. Tentativo però rimasto inascoltato. La difesa dell’associazione è stata curata dagli avvocati Sacha Bionaz e Maria Immacolata Amoroso.

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