Nuovo scontro politico tra l’Union Valdôtaine e la Senatrice della Lega Nicoletta Spelgatti. La polemica nasce da un editoriale pubblicato sul ‘Peuple Valdôtain’, organo di stampa del movimento autonomista, che ironizza sull’assenza di iniziative pubbliche della parlamentare eletta a Roma.
Nel pezzo – firmato con uno pseudonimo – il movimento si chiede provocatoriamente “che fine ha fatto la Senatrice Nicoletta Spelgatti”, arrivando ad evocare la nota trasmissione televisiva ‘Chi l’ha visto?’. “Eletta a Roma dai valdostani, abbiamo perso le sue tracce, a volte ci si chiede se non sia stata rapita senza che nessuno abbia chiesto un riscatto”, si legge sarcasticamente nell’articolo,che definisce inoltre “inconsistente” la sua attività politica a favore della Valle d’Aosta.
La replica della Senatrice leghista
Non si è fatta attendere la replica della Senatrice Spelgatti, che è arrivata in una lunga nota e pubblicata sulle pagine socialdel Carroccio. “Vi ringrazio per il gradito attacco frontale in cui vi chiedete che fine abbia fatto, ironizzando sulla mia presunta scomparsa” – scrive Spelgatti. Che poi spiega di aver scelto un profilo più riservato per “interpretare al meglio il ruolo di unica Senatrice in rappresentanza della Valle d’Aosta”.
Nel suo intervento l’Onorevole rivendica alcune iniziative svolte a Roma, tra cui il lavoro sulla legge sulla montagna e le interlocuzioni con il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli su temi come la Zona franca e l’Autonomia. Secondo Spelgatti, tuttavia, la Valle d’Aosta non avrebbe colto alcune opportunità di confronto istituzionale con il Governo.
La Senatrice sostiene di aver cercato un rapporto di collaborazione con le istituzioni regionali: “ho cercato il Presidente e tutti i membri della Giunta mettendomi a disposizione e chiedendo di lavorare insieme nell’Esclusivo interesse della Valle d’Aosta”.
Nel finale della replica arriva anche un annuncio: Spelgatti afferma che, al termine dell’attuale mandato parlamentare, non intende ricandidarsi né al Senato né al Consiglio regionale.




