La sinistra valdostana è in pressing sul Governo regionale affinché si proceda ad una modifica del numero di preferenze previste dalla legge elettorale regionale: oltre ad una lettera firmata da 45 cittadini e cittadine – in gran parte volti noti ed ex esponenti politici progressisti aostani – in cui si annuncia un possibile ricorso per la doppia preferenza di genere, è anche il Partito Democratico ad esprimersi ufficialmente.
Con una nota, il PD – dopo un lungo e articolato ragionamento politico – sottolinea come: “(…) per noi gli elementi più importante di questa riforma sono l’introduzione della preferenza di genere e la rappresentanza di entrambi i generi in Giunta, come sollecitato da più parti, tra cui la Consulta regionale per le Pari Opportunità e le Donne Democratiche(…)”. Per cui il partito chiede ufficialmente agli alleati “per il tramite del Gruppo consiliare dei FP-PD, un’assunzione di responsabilità di tutti perché approdi in aula un testo di riforma entro il mese di febbraio”.
Un messaggio chiaro e soprattutto un tentativo di smuovere l’inerzia in casa UV, in cui invece gli orientamenti sono molto più complessi.
Ad aprire la strada, però, è l’attuale Presidente di Commissione Erik Lavevaz (UV) che – almeno per l’ipotesi di minima di un aumento del numero di preferenze esprimibili con una di genere – pare inequivocabile: “dobbiamo prendere atto – che le forze politiche hanno trovato una quadra soltanto sulla modifica del numero di preferenze con l’inserimento della preferenza di genere. Quindi giovedì prendiamo atto di questo e decidiamo come proseguire, capendo fuori dalla maggioranza qual è il sentimento rispetto a questo percorso”.
“Per adesso noi abbiamo chiuso solo in maggioranza, non abbiamo trovato convergenze con le altre forze politiche. Comunque dobbiamo andare avanti, perché ormai il tempo è strettissimo: entro febbraio dobbiamo approvare la norma, se si vuole approvare, quindi dobbiamo fare qualche passo in commissione”, continua Lavevaz per ANSA Vd’A.
Che poi aggiunge: “l’idea – e ne discuteremo giovedì – è di andare verso una uniformità rispetto al sistema delle comunali. Anche perché c’è l’election day, quindi ipotizzare di avere due sistemi diversi è abbastanza difficile da immaginare, gli elettori faticherebbero a comprendere. Quindi sarebbero le tre preferenze con la preferenza di genere”.
Ora la palla passa alle opposizioni. Una riforma a 19, infatti, sarebbe sottoponibile a referendum. L’UV preferirebbe giocare al sicuro e chiudere con la maggioranza qualificata di 24. Le decisioni in casa PCP (che appaiono scontate) e RV diventano dunque importanti. Anche se, forse, non esistenziali.




