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Corte Costituzionale: bocciato il ricorso del Governo nazionale sulle indennità destinate al personale sanitario valdostano

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di Redazione

Il ricorso contro le indennità destinate ai sanitari valdostani, presentato dall’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte il 7 agosto 2020, è stato respinto dalla Corte Costituzionale.

La legge, decisa dal Consiglio regionale della Valle d’Aosta, prevedeva l’erogazione – fino al 31 dicembre 2020 –  di:

  • un’ ‘indennità sanitaria valdostana’ da destinare al personale della dirigenza medica, sanitaria e veterinaria, con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e determinato, e ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta convenzionati con l’azienda Usl;
  • un’ ‘indennità di disagio una tantum’ da destinare ai soggetti e al personale che abbia prestato attività lavorativa nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020 in strutture o servizi operanti in forma diretta o indiretta per l’emergenza da Covid-19:
  • un’ ‘indennità Covid-19 una tantum’ da destinare ai lavoratori delle Unités des Communes Valdôtaines e Comune di Aosta che abbiano prestato servizio in presenza presso le microcomunità per anziani e fornito assistenza domiciliare.

Secondo la Corte Costituzionale ed in seguito alla sentenza emessa in data odierna, le presunte accuse di illegittimità delle indennità sanitarie, avanzate nel ricorso, risultano ‘infondate’, in quanto rientrano pienamente nella situazione “determinata dalla pandemia da Covid-19 della correlata necessità di rafforzare l’offerta sanitaria nella Regione autonoma per fronteggiarne le conseguenze, del particolare impegno richiesto nella contingente situazione emergenziale agli operatori dei servizi socio-sanitari e della esigenza di riconoscere ad essi un emolumento speciale e temporalmente delimitato con carattere indennitario e premiale“.

 

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