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Sul distacco di personale scatta il braccio di ferro tra l’assessore Guichardaz e l’Istituto Storico di Resistenza: chi vincerà?

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di Redazione

Scoppia il “caso” dell’Istituto Storico di Resistenza, centro studi regionale più importante in tema di ricerca storiografica locale. Un articolo de La Stampa Valle d’Aosta, a firma Enrico Martinet, ha dato il via ad un braccio di ferro che potrebbe far uscire l’assessore all’Istruzione J.P. Guichardaz politicamente con le ossa rotte.

Secondo l’articolo di Martinet l’assessore avrebbe detto “no” ai consueti due distacchi di personale scolastico per essere integrati nell’Istituto Storico di Resistenza: delle due richieste, solo quella presentata dallo storico Andrea Desandré sarebbe stata accettata, mentre un diniego sarebbe arrivato a Vilma Villot. Una decisione che avrebbe scatenato la reazione del direttivo dell’Istituto, pronto a rassegnare le dimissioni in blocco dal 1 settembre. Sullo sfondo anche la mancata ricezione del contributo regionale annuale che, almeno ad oggi, non sarebbe ancora pervenuto.

La polemica

Una situazione che non poteva non ingenerare polemica, da sinistra verso sinistra. Ad alzare i toni il movimento di Raimondo Donzel, Area Democratica, che spara sul PD sostenendo che si tratta di un attacco voluto dai Dem per ridimensionare l’autonomia dell’Istituto Storico di Resistenza.

“Non è la prima volta che l’assessore del PD Jean-Pierre Guichardaz si nasconde dietro a questione tecniche, per giustificare scelte sbagliate”, scrive AD. Per il movimento di opinione si tratta di un gesto inaccettabile in un momento storico dove “i revisionismi, espliciti o sottintesi, trovano terreno fertile”.

L’azione di Guichardaz sarebbe, dunque, un modo per “limitare l’autonomia di questo fondamentale ente di ricerca e divulgazione”, voluto dal PD che ha abbandonato “i valori progressisti e della cultura dell’autonomismo di sinistra”.

Le preoccupazioni del Savt

La polemica, però, non investe solo i partiti, ma si apre anche al mondo sindacale. Anche il Savt, infatti, si dice preoccupato per la situazione che si è venuta a creare nell’Istituto Storico di Resistenza. Un endorsement pieno al direttivo del centro studi.

Il sindacato autonomista si definisce “a disagio” per la potenziale ipotesi di una dimissione in blocco del direttivo dell’Istituto Storico della Resistenza: “l’Istituto (…) costituisce un enorme valore per la comunità valdostana e svolge una funzione essenziale da un punto di vista storico-scientifico e culturale; deprivarlo di uno dei due insegnanti finora in distacco significa intaccarne l’organigramma già ridotto ai minimi termini e rischia di pregiudicarne la funzionalità e l’efficienza. Per queste ragioni, auspichiamo un riesame della decisione assunta dall’assessorato competente in materia di Istruzione”.

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