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Sui rifiuti è asse delle minoranze nei Comuni di Fénis, Gressan, Jovençan e Quart: “serve trasparenza”

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di Redazione

Le minoranze consiliari dei Comuni di Fénis, Gressan, Jovençan e Quart contestano duramente la gestione del nuovo servizio di raccolta rifiuti nel subATO B. In un comunicato congiunto parlano di “gravi criticità di metodo e di merito” legate alla Variante contrattuale 1/2025, approvata il 31 dicembre scorso, che modifica in modo sostanziale una concessione appena affidata, con un aumento di costi stimato in circa 4,5 milioni di euro.

Il primo rilievo riguarda la trasparenza. Secondo i Consiglieri di minoranza, la variante non sarebbe mai stata illustrata formalmente nei Consigli comunali, ma sarebbe emersa solo tramite un provvedimento dirigenziale pubblicato all’Albo pretorio dell’Unité Mont Emilius a fine anno. Un atto che, sostengono, incide su un servizio essenziale e sui costi a carico dei cittadini per molti anni, senza un adeguato confronto politico-amministrativo.

Nel merito, la variante viene letta come la conferma di un impianto progettuale iniziale ritenuto inadeguato. A pochi mesi dall’avvio del servizio si è reso necessario intervenire con estensioni del porta a porta, aumenti delle frequenze di raccolta, potenziamenti dei servizi stradali e modifiche agli investimenti infrastrutturali. Correttivi che comportano costi strutturali destinati a riflettersi sulle tariffe future per l’intera durata della concessione.

Le minoranze criticano anche il modello “ibrido” adottato nel subATO B, suddiviso in tre aree con modalità diverse di raccolta, senza una chiara distinzione dei costi. Un assetto giudicato disomogeneo e fonte di disagi operativi, che non garantirebbe i risultati attesi. Vengono inoltre richiamate segnalazioni dei cittadini e articoli di stampa sui problemi emersi nei primi mesi: contenitori sovraccarichi, svuotamenti irregolari, difficoltà di conferimento e situazioni di degrado. In alcune zone, aggiungono, il porta a porta sarebbe solo nominale, con conferimenti in postazioni predefinite che penalizzano in particolare le persone anziane.

Pur riconoscendo possibili miglioramenti nel lungo periodo, le minoranze avvertono del rischio di scaricare integralmente i costi su famiglie e imprese e chiedono di aprire un confronto per valutare misure di contenimento del’’impatto economico e un rafforzamento della comunicazione ai cittadini.

Sul piano politico, le domande restano aperte: chi ha autorizzato modifiche così rilevanti a una concessione appena assegnata, perché i Consigli comunali non sono stati coinvolti e chi si assumerà la responsabilità delle ricadute economiche e operative. Le minoranze annunciano infine che continueranno a monitorare costi, tariffe e qualità del servizio per evitare nuovi aumenti e la “normalizzazione” dei disservizi.

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