29 ottobre 2025: è l’avvio della nuova legislatura comunale di Aosta, segnato da un clima di confronto serrato tra la maggioranza guidata dal Sindaco Raffaele Rocco e i gruppi di opposizione, che fin dalla prima seduta hanno espresso posizioni nette su metodo e scelte politiche.
Dopo la formazione della Giunta composta da sei Assessori dei quali tre all’Union Valdôtaine (Sapinet, Cometto e Gheller), due al Partito Democratico (Lazzarotto e Tonino) e uno per Stella Alpina–Rassemblement (Salerno), l’aula consiliare è diventata il teatro di un’opposizione che si è definita “dura ma costruttiva”.
Già durante il dibattito circa gli indirizzi del programma di governo, esposti da Rocco, lo sfidante Giovanni Girardini ha riconosciuto la legittimità del nuovo Sindaco ma ha altresì ricordato le “visioni troppo diverse della città”. Sulla stessa linea Sylvie Spirli (Lega Vallée d’Aoste), che ha parlato di una minoranza “intransigente ma pronta al confronto”, ricordando che il Centrodestra rappresenta “quasi la metà dei consensi”.
Pungenti anche le parole di Giuseppe Manuel Cipollone, Consigliere in quota Fratelli d’Italia: “la vostra non è stata una vittoria netta, ma nel vostro programma si nota la stessa ideologia che vi ha portato a questo risultato deludente. Non vedo nessuna apertura verso l’altra metà della città che vi ha mandato un messaggio chiaro. Non credo ci sia stata una presa di coscienza di quanto avvenuto”.
“Nel complesso – sottolinea ancora Cipollone -, leggo tanti obiettivi, tavoli di concertazione, piani ridondanti e in parte di competenza regionale. Forse il sindaco Rocco è convinto di governare fino al 2050. Poi, su alcuni aspetti si potrà convergere e lo faremo: saremo un’opposizione produttiva e porteremo le nostre proposte su urbanistica, viabilità, politiche sociali. Una visione alternativa di città”.
Odg 12: l’aumento delle indennità di cariche. Scattano le scintille tra maggioranza e opposizione
Le prime vere scintille si sono però registrate durante la discussione e l’approvazione della delibera che aumenta del 20% le indennità di funzione degli amministratori comunali, facoltà prevista della legge regionale 4/2015. La misura, approvata con 18 voti favorevoli e 9 contrari, è stata accolta dalle critiche compatte dei gruppi di opposizione.
Girardini ha parlato di un provvedimento incomprensibile, ricordando l’aumento del carico fiscale deciso nella precedente consiliatura: “nella scorsa consiliatura la maggioranza ha aumentato l’addizionale comunale per oltre 800 mila euro, capirei se foste stati in grado di abbassare le tasse. Ma non avete fatto nulla e già chiedete un adeguamento dello stipendio”. Spirli ha definito la scelta “un pessimo segnale per chi parla di riavvicinare i cittadini alla politica”, mentre Katya Foletto (AVS) ha votato contro sottolineando il difficile “contesto economico” in cui “è necessario valutare con prudenza la necessità di certe scelte”.
Netta anche la posizione di Cipollone, che si è dimostrato particolarmente sferzante: “in diciotto pagine di indirizzi di governo che ci avete fornito, non si è mai accennato ad un aumento delle indennità. Si parlava di ascolto e vicinanza, ma la prima decisione di questa Giunta è aumentarsi lo stipendio. Fratelli d’Italia è contraria, perché questa è una scelta politicamente sbagliata nel merito e nel momento”.
La replica del Sindaco Rocco non si è fatta attendere: “questa una facoltà prevista dalla legge regionale e riguarda tutti, anche i Consiglieri che si trovano svilito il loro impegno. La facile demagogia non ci è propria, si tratta di un riconoscimento del ruolo e delle responsabilità”.
Il segnale che emergere dalle prima seduta è chiaro: il Consiglio comunale di Aosta si prepara ad una legislatura caratterizzata da una dialettica intensa, dove la collaborazione sarà possibile solo su singoli temi, ma la distanza tra maggioranza e opposizione appare già marcata.




