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Mensa USL, i Sindacati tengono alta l’attenzione: vertenza sospesa ma non ritirata

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di Redazione

Dopo le recenti dichiarazioni dell’Assessore alla Sanità Carlo Marzi in Consiglio Valle sulla questione del servizio mensa dell’USL Vd’A, arriva una replica netta da parte di FP-CGIL e UIL-FPL, che parlano di risposte “evasive” e chiedono impegni chiari e vincolanti.

Lo scorso 11 febbraio, presso la Prefettura, si è svolto il tentativo di conciliazione tra le organizzazioni sindacali, le RSU e l’Azienda USL, nell’ambito della vertenza aperta sul servizio mensa. Al centro del confronto le criticità segnalate dal personale sanitario in merito al diritto al pasto durante l’orario di servizio.

Secondo FP-CGIL e UIL-FPL, il tavolo tecnico proposto dall’Azienda non rappresenterebbe però una risposta adeguata a problemi definiti “urgenti e quotidiani”. I Sindacati sottolineano come uno strumento dai tempi lunghi non possa sostituire soluzioni immediate, ribadendo che il diritto al pasto è giuridicamente riconosciuto e strettamente collegato al recupero psico-fisico dei lavoratori e al corretto funzionamento dell’organizzazione del lavoro. “Non si tratta di una concessione – evidenziano – ma di una tutela fondamentale”.

Particolarmente critiche le valutazioni sulle dichiarazioni rese dall’Assessore Marzi in Consiglio Valle. Le risposte fornite, secondo FP-CGIL e UIL-FPL, non sarebbero state definitive né risolutive. La prospettiva illustrata viene giudicata “provvisoria” e priva di un intervento strutturale sulle criticità evidenziate dal personale, alimentando così incertezza.

Nel corso dell’incontro in Prefettura è stata concordata una sospensione temporanea della procedura, con rinvio al 19 febbraio. Un primo risultato concreto è stato comunque ottenuto: la revoca immediata del divieto di asporto.

Nel prossimo confronto verranno esaminate nel merito le criticità indicate dall’Azienda. In base agli esiti – annuciano i Sindacati – verranno valutate decisioni conseguenti, compresa l’eventuale prosecuzione dello stato di agitazione.

FP CGIL e UIL FPL considereranno chiusa la vertenza solo con il pieno ripristino del diritto al pasto e con impegni chiari, vincolanti e accompagnati da tempistiche certe in merito a spazi adeguati. Ad oggi, sottolineano gli stessi, tali condizioni non risultano ancora garantite.

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