“L’emendamento sembra tranchant, ma il Trattato istitutivo dell’Unione europea esclude qualsiasi attribuzione al Parlamento europeo delle politiche familiari che restano nella sovranità assoluta dei singoli Stati membri”. Inizia così Simone Pillon, pungolato sul tema dal capogruppo della Lega in Consiglio regionale Andrea Manfrin, la serata organizzata ieri sera ad Aosta per presentare il suo libro “Manuale di resistenza al pensiero unico”.

Nella giornata di ieri il Parlamento europeo, con un emendamento, aveva condannato le istruzioni impartite dal governo italiano al comune di Milano di non registrare più i figli e le coppie dello stesso sesso e invitava il l’esecutivo nazionale a revocare immediatamente la sua decisione. Tale atto – secondo il Parlamento UE – “costituisce una violazione ai diritti dei minori e un più ampio attacco alla comunità Lgbt”.
“Questo emendamento – ha continuato l’ex senatore Pillon – non ha alcun valore perché non vincola in nessun modo né il Parlamento italiano, né il governo, né le stesse istituzioni europee. L’obiettivo di questa presa di posizione è solamente quello di fare ideologia usando le istituzioni, cosa che purtroppo siamo ormai abituati a vedere ogni giorno. Ma chiediamoci: chi compie veramente un reato? Chi ferma le trascrizioni o chi toglie la mamma a un bambino per darlo a due padri?”.
L’ideologia gender
L’ideologia gender, secondo Pillon, intende “cancellare l’identità sessuata e imporre una identità fluida e indeterminata, vuol sostituire la famiglia con la solitudine, vuol cancellare la relazione coniugale e genitoriale con forme posticce e surrogate di relazione affettiva e vuole imporre tutto questo ai ragazzini”. Un’ideologia molto violenta con chi non si allinea, come dimostrano progetti di legge come il Ddl Zan.
Gli influencer ma anche i grandi colossi come Disney, Netflix e i social media non parlerebbero infatti alla generazione ormai adulta, ma ai nostri figli che sono malleabili e più facili a un costante “lavaggio del cervello”.
I quattro passaggi per la decostruzione dell’identità
Sono quattro, secondo l’autore, i passaggi con cui l’ideologia Lgbt porterà alla decostruzione finale dell’identità sia maschile che femminile.

“I passaggi successivi prevedono sul piano culturale e politico giuridico il matrimonio gay, tanto che la prossima settimana il PD presenterà in Parlamento una proposta di legge per legittimare il matrimonio egualitario. Il secondo passaggio sarà la legittimazione della omogenitorialità ottenuta dal traffico di materiale genetico o per mezzo dell’utero in affitto. Ma a voi pare normale che si possa scegliere un bambino dalle pagine di un catalogo? E che poi quel bambino venga strappato, con immense sofferenze, alla madre surrogata?”.
L’ultimo passaggio sarebbe poi la definitiva cancellazione della famiglia naturale come già accaduto in altri Paesi cosidetti avanzati. “Dietro a questo si nasconde molto di più, c’è una vera e propria volontà di controllare dal punto di vista medico ed economico chi può o non può fare figli”, continua Pillon.
Il vero obiettivo dell’agenda Lgbt consiste quindi nel formare un’umanità “in cui non esista più nulla di dato, come il proprio sesso, il proprio nome, il proprio cognome, la propria identità e le proprie relazioni familiari, i propri genitori e i propri parenti, ma tutto diventi autoprodotto, fluido, instabile, oggetto di quotidiano arbitrio”.
La buona battaglia
“Su questo tentativo di cancellazione della famiglia naturale si giocherà una grande battaglia – ha sottolineato Pillon -. Loro sono grandi, sono dei colossi, ma il seme della resistenza parte dalle piccole comunità”.
Nella consapevolezza che la verità raccontata con umiltà “ha in sé la forza di farsi strada nei cuori delle persone che la odono”, tanto più se di essa si è testimoni e “sentinelle negli ambiti della nostra vita”, conclude l’ex senatore.
I proventi del libro “Manuale di resistenza al pensiero unico” andranno alle associazioni Pro-vita e Pro-family.




