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Elezioni UE, il giovane valdostano Leonardo Lotto insieme a Calenda per parlare di Europa

di Redazione

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E’ Leonardo Lotto, 25 anni, laureato in Bocconi e master in management a Singapore, il candidato valdostano alle venture elezioni europee per la lista di ‘Azione’. E quando qualcuno gli chiede perché di questa candidatura, lui risponde: “di quell’Europa che i georgiani chiedono a gran voce noi facciamo parte, dovremmo esserne fieri per proteggere gli ideali di democrazia, libertà e umanesimo su cui si basa”.

Venerdì 10 maggio scorso, Leonardo Lotto ha avuto l’occasione di presenziare ad un evento a Milano accompagnato da Carlo Calenda, Segretario nazionale e leader di ‘Azione’. Il gruppo che ascolta il giovane candidato è composto per la maggioranza da coetanei, ma anche diversi simpatizzanti e curiosi arrivati per sentire le proposte del programma elettorale del movimento europeista.

Le foto della platea

Il primo invito dai relatori è andare a votare e invitare i conoscenti a votare, perché l’astensionismo è il “sintomo della disaffezione verso la politica”, nonché la dimostrazione della grande delusione delle persone per cui poi “tutti diventano uguali”.

Carlo Calenda poi scherza: “nessuno ha mai potuto infangare il mio nome, per cui se la prendono col mio carattere!”. E’ proprio il leader di Azione ad introdurre Leonardo Lotto, che dice di stimare per “il grande coraggio e l’enorme capacità di resilienza” dimostrate dopo il suo grave incidente accaduto un anno fa.

Complimenti ricambiati dal candidato valdostano, che si dice “fiero di far parte di un gruppo di candidati seri e competenti, scelti per il loro curriculum e non per la loro fama”. Vari i temi affrontati dal giovane: la libertà individuale – che va rispettata a ogni costo – e quella globale, che deve essere difesa tanto più in un momento in cui è stata sfidata. Il riferimento non può che andare al conflitto russo-ucraino, su cui Azione ha una posizione nettamente occidentalista.

Ma Lotto parla anche delle difficoltà dei giovani nel mondo del lavoro, di come ciò ricada negativamente sulla società: un giovane che non si rende indipendente, che si appoggia a lungo sui genitori, non contribuisce all’assistenza previdenziale, ma soprattutto non pensa a costruire una famiglia. Per Lotto i giovani debbono essere meglio rappresentati nelle istituzioni, ed anche per questo vorrebbe mettere al servizio del Paese le proprie competenze e passione politica.

La serata si conclude fra le diverse domande che i giovani presenti rivolgono ai candidati, in una sala partecipata che in parte sconfessa lo stereotipo del giovane un po’ disinteressato alla politica e all’attualità.