‘”Stiamo valutando, esaminando, la sentenza. Dobbiamo parlarne anche coi nostri avvocati. Però noi non siamo dell’avviso di fare un reclamo, perché temiamo che poi vada a finire troppo a ridosso delle elezioni e diventi un elemento di turbamento. Quindi, responsabilmente abbiamo delle riserve, salvo ulteriori valutazioni rispetto a ulteriori ricorsi”. Così Elio Riccarand, Coordinatore di AVS-Rete Civica, dopo che il giudice del Tribunale di Aosta Giulia De Luca ha respinto con un’ordinanza il ricorso d’urgenza presentato dal movimento politico contro l’applicabilità, alle regionali del 28 settembre prossimo, della legge elettorale che introduce le tre preferenze di genere al posto di quella unica.
‘”Pensiamo – prosegue Riccarand – di aver fatto quello che era necessario, opportuno fare. Ribadiamo tutte le nostre valutazioni politiche negative su come è stata condotta questa cosa. L’azione è servita a introdurre un minimo di chiarezza. Purtroppo i giudici non hanno voluto entrare nel merito e quindi ci saranno altre occasioni, ma non in questo momento”.
Sul tema è intervenuto anche il costituzionalista Giovanni Boggero, che ha assistito AVS-Rete Civica durante il ricorso: “per il momento possiamo soltanto dire che prendiamo atto dell’ordinanza, che ovviamente non ci soddisfa. Ritengo che da un lato si tratti di un precedente poco incoraggiante per la giustizia elettorale, perché viene negata la giurisdizione del giudice ordinario su profili chiaramente riguardanti l’esercizio di diritti soggettivi. Dall’altro ritengo che comunque in parte si sia fatta chiarezza, visto che la giudice ha ritenuto applicabile la legge entrata in vigore ad agosto, quindi in qualche modo l’obiettivo è raggiunto: era quello di fare chiarezza prima delle elezioni e questo obiettivo, in parte, pur con una sommaria motivazione, è stato raggiunto”.
Di segno opposto la valutazione della presidenza della Regione, che in una nota accoglie con soddisfazione l’ordinanza del Tribunale: “la decisione di oggi conferma nella sostanza la correttezza e la bontà dell’operato degli uffici dell’amministrazione in merito all’applicazione – sulla base dei principi espressi dalla giurisprudenza anche in riferimento al procedimento elettorale – della legge vigente al momento della fase della votazione. A tale riguardo, si rammenta che la modificazione alla legge elettorale ha riguardato la sola disciplina delle preferenze che l’elettore potrà esprimere il prossimo 28 settembre, in modo del tutto analogo a quanto previsto dalla legge elettorale per i comuni valdostani”.
“Viene quindi confermato – prosegue la presidenza – quanto già sostenuto dal Presidente della Regione e dall’Ufficio elettorale in ordine ai dubbi sollevati nella scorsa primavera dai promotori del referendum, sfociati nel ricorso al tribunale ordinario di Aosta”.
Gli elettori, dunque, potranno esprimere fino a tre preferenze, di cui una per un/a candidato/a di genere diverso alle precedenti: in caso contrario, l’ultima preferenza sarà annullata. Tutte le preferenze saranno annullate se espresse in numero superiore a tre.
AVS-Rete Civica, in una successiva nota, ha peraltro precisato come il contenzioso debba ritenersi sostanzialmente concluso: “non riteniamo opportuno immaginare di percorrere la strada indicata dalla giudice di impugnare gli atti del procedimento elettorale davanti al Tar, men che meno i risultati elettorali”.




