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Elezioni politiche, è svolta: approvato l’emendamento di Fd’I. Anche i voti valdostani incideranno sul risultato nazionale

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di Redazione

Per la prima volta dopo decenni il voto espresso dai cittadini valdostani alle elezioni politiche potrebbe contribuire direttamente al risultato nazionale delle coalizioni. È questo l’effetto della modifica alla legge elettorale approvata oggi, 18 giugno, dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera, dove è in corso l’esame della riforma della legge elettorale sostenuta dalla maggioranza di governo.

L’emendamento – fortemente sostenuto da Fratelli d’Italia – è stato rivendicato dal Coordinamento regionale valdostano del partito ed introduce una novità destinata a incidere sul peso politico degli elettori della Valle d’Aosta nelle consultazioni nazionali.

Cosa cambia

Attualmente il voto espresso nel collegio uninominale valdostano determina esclusivamente l’elezione del Parlamentare della regione, senza concorrere al risultato nazionale delle coalizioni. Con la modifica approvata in Commissione, anche i voti raccolti in Valle d’Aosta verranno conteggiati nel risultato complessivo nazionale, come già avviene nel resto d’Italia.

Secondo Fratelli d’Italia si tratta di una correzione di una disparità storica che ha caratterizzato le elezioni politiche degli ultimi decenni.

“Per noi è un risultato storico. Per la prima volta dopo decenni, il voto dei valdostani viene ricondotto a una condizione di pari dignità rispetto a quello espresso dagli altri cittadini italiani. Un cittadino di Pont-Saint-Martin non può avere un voto che pesa meno di quello di un cittadino di Carema o di qualunque altro Comune italiano”, si commenta il Commissario regionale Fd’I Walter Musso.

Walter Musso, neo Commissario regionale Fd’I

Salvaguardato il collegio valdostano

L’emendamento mantiene comunque inalterata la rappresentanza territoriale della regione. Resta infatti il collegio uninominale valdostano e non viene modificato il meccanismo che consente alla Valle d’Aosta di eleggere direttamente il proprio parlamentare.

La riforma prevede, inoltre, che il cosiddetto premio di stabilità non venga attribuito nella circoscrizione valdostana, evitando così che l’esito del voto locale possa essere modificato o che un rappresentante eletto in Valle d’Aosta venga sostituito da candidati provenienti da liste nazionali.

Anche il nome del Premier sulla scheda

Tra le novità figura anche la possibilità per gli elettori valdostani di trovare sulla scheda elettorale l’indicazione del candidato Presidente del Consiglio sostenuto dalla coalizione votata, come già accade nel resto del Paese. Una modifica che, secondo i promotori, aumenta la trasparenza e la chiarezza del voto.

Resta invece una specifica tutela per le liste espressione delle minoranze linguistiche che scelgano di non coalizzarsi con partiti nazionali: in questi casi non sarà obbligatorio indicare un candidato Premier sulla scheda.

Fratelli d’Italia: “risultato storico”

Il Coordinamento regionale di Fratelli d’Italia parla di una svolta politica e istituzionale per la Valle d’Aosta: “accogliamo questa approvazione con grande felicità e orgoglio. È un risultato che abbiamo voluto fortemente e sul quale Fratelli d’Italia ha dimostrato attenzione, coerenza e capacità di ascolto nei confronti della Valle d’Aosta”.

Per il partito, la modifica riesce a tenere insieme tutela dell’Autonomia speciale e piena partecipazione alla vita politica nazionale.

“La Valle d’Aosta deve essere tutelata, ma non può essere esclusa – sostiene Fratelli d’Italia Vd’A. La nostra Autonomia non può tradursi in marginalità politica nazionale. Il voto dei valdostani deve concorrere, come quello di ogni altro cittadino italiano, alla definizione del risultato politico del Paese“.

L’iter parlamentare della riforma non è ancora concluso, ma l’approvazione dell’emendamento in Commissione rappresenta un passaggio significativo verso una modifica che, se confermata definitivamente con l’approvazione della legge elettorale, cambierà per la prima volta il ruolo dei voti valdostani nella formazione degli equilibri politici nazionali.

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