Daria Pulz al Senato, Erika Guichardaz alla Camera: la corsa elettorale di Area Dem, ADU/SI e M5S per una Valle d’Aosta “aperta” è iniziata. C’è fermento nei partiti che si apprestano a presentare le liste con le candidature prima del termine ultimo fissato per il 22 agosto.
In attesa di conoscere le candidature del fronte autonomista e di vedere confermate – o meno – le varie ipotesi vociferate sui nomi dei candidati di Lega e Fd’I, la sinistra ha presentato le due candidate in lizza per il collegio uninominale valdostano.
Dopo l’annuncio arrivato qualche giorno fa, infatti, la coalizione valdostana formata da Area Democratica-Gauche Autonomiste, Ambienti Diritti Uguaglianza/Sinistra Italiana e il Movimento 5 Stelle, ha presentato in una conferenza stampa – tenutasi presso l’hotel Omama di Aosta – il simbolo della lista, i contenuti centrali del programma e comunicato per quali Camere correranno le due candidate.
I nomi di queste ultime erano già stati rivelati: si tratta di Erika Guichardaz, attualmente consigliere regionale di PCP, candidata alla Camera, e Daria Pulz, ex consigliere regionale di Adu, candidata al Senato.
Ad aprire la conferenza – in rappresentanza della sezione valdostana del Movimento 5 stelle – è intervenuta Elisa Tripodi, ormai ex deputata pentastellata alla Camera. Dopo aver manifestato la volontà di non rinnovare la propria candidatura, la deputata uscente si è detta entusiasta della partecipazione congiunta di Area Dem, ADU/SI e M5S in vista dell’appuntamento elettorale del prossimo 25 settembre. A far da collante all’unione di queste forze politiche, sono stati “non solo i temi, ma anche i valori fondamentali che condividiamo”. L’auspicio è che – sulla base dell’alleanza valdostana tra sinistra e M5S – “questo nuovo percorso, innovativo e progressista, venga esteso anche nel resto del Paese”.
Il movimento pentastellato, ha spiegato Tripodi, “sta affrontando un percorso di ristrutturazione anche a livello territoriale, non solo in Valle d’Aosta ma in tutte le regioni. Il progetto valdostano è importante soprattutto per il M5S, poiché si basa sulla condivisione di temi di una certa valenza anche a livello nazionale”. Che ha concluso: “siamo orgogliosi che questo nostro progetto valdostano sia stato accolto dal presidente Giuseppe Conte in modo positivo, perché rappresenta un percorso rivoluzionario e innovativo su quello che deve essere la sinistra progressista, e il M5S ne fa parte”.
La parola è passata poi a Erika Guichardaz, che ha sottolineato l’importanza del lavoro sinergico tra la Regione e lo Stato, affinché “le istanze della Valle d’Aosta – e non solo – vengano prese in considerazione anche a livello nazionale”. Istanze che, all’interno del programma politico in fase di completamento, riguardano principalmente temi quali la sanità e l’emergenza sanitaria, i diritti, la scuola. Non solo: questi spazieranno dalla siccità all’eutanasia, dalla legalizzazione della cannabis all’antifascismo e all’antirazzismo, dalla lotta al patriarcato alla violenza contro le donne.
“Pur avendo a cuore la nostra autonomia – ha detto Guichardaz – ho sempre pensato che vada usata meglio ed in sinergia con lo Stato. È infatti inutile e dannoso pensare di regionalizzare ogni cosa: lo abbiamo fatto con i VVF, con il Centro per l’Impiego, con la Motorizzazione e non ha funzionato”.
La candidata alla Camera, quindi, dice no alla regionalizzazione, e al contempo, no all’accentramento delle funzioni e dei poteri politici a livello regionale, come avvenuto nel caso delle consorterie, “che negli ultimi decenni non ha permesso a queste ultime di crescere”.
Oltre alle tematiche più prettamente relative alla piccola realtà valdostana, vista “l’importanza del ruolo nazione che vogliamo andare a ricoprire”, ha proseguito Guichardaz, i punti programmatici riguarderanno le pensioni, il riconoscimento del salario minimo o dello status di lavoro usurante “per categorie di dipendenti come i nostri lavoratori negli impianti a fune. Credo che un parlamentare o un senatore valdostano debba occuparsi anche di queste tematiche”.
Relativamente all’assenza di Rete Civica all’interno di questo progetto politico, Erika Guichardaz – capogruppo di Progetto Civico Progressista insieme al consigliere Chiara Minelli – ha spiegato che “la non presenza del simbolo di Rete Civica è una decisione interna alla loro forza politica”, arrivata in seguito alla “posizione un po’ attendista” emersa durante la fase delle consultazioni politiche pre-elettorali.

Daria Pulz, candidata al Senato, si è detta “particolarmente fiera di mettere la faccia in questo progetto politico, iniziato due anni fa, che ci ha trovati pronti in occasione delle elezioni anticipate del 25 settembre”. L’intento principale di questa alleanza, spiega Pulz, è stato quello “di costruire una coalizione il più possibile allargata, in grado di essere propositiva e di contrastare la vittoria della temuta destra”.
“Sembra di assistere ad una lotta tra clan per capire quale di questo ha in mano il governo della ‘petite patrie’ – ha commentato l’ex consigliera regionale di ADU -. Noi non crediamo nel leader carismatico, ma in una politica dal basso, frutto di un lavoro di squadra. La politica non può essere una professione per tutta la vita, come invece pensano alcuni mostri sacri, intoccabili, locali”.
La candidata al Senato della Repubblica torna a parlare di programma: “è l’esatto contrario di quello che propongono le destre”, dice, proponendo l’esempio della flat tax: “la proposta di aumentare la ricchezza ai ricchi e di rendere i giovani ancora più precari”. Alla flat tax, Area Dem, ADU/SI e M5S contrappongono, invece, le politiche finanziarie europee.
Un punto cruciale all’interno del programma è rappresentato dall’ambiente: “a livello locale e nazionale, la nostra lotta è e sarà contro tutti quei progetti come il nuovo famigerato impianto funiviario ‘Cime Bianche’ – sono proprio loro, le Cime Bianche, a spiccare all’interno del simbolo di ‘Valle d’Aosta aperta’ – e più in generale contro una visione di sviluppo turistico che ci riporta direttamente agli anni ‘80”.
La visione è quella di un’Italia europeista, che aspira alla pace, attenta ai bisogni dei più fragili: a tal proposito, le proposte riguarderanno il matrimonio egualitario, lo ius scholae, per “un paese civile e solidale”. “In questo momento – ha concluso Daria Pulz – rappresentiamo e continueremo a rappresentare una proposta credibile e un’alternativa chiara rispetto alle destre, e anche al liberismo che sta uccidendo tanto quanto le guerre”.
A consultazioni ormai terminate, il quadro politico valdostano si presenta più variegato che mai. Ma la corsa non è finita: se da una parte – si spera – le calde temperature estive sono destinate a smorzarsi man mano, dall’altra ci attendono ancora 39 giorni di questa estiva – e caldissima – campagna elettorale.
Martina Branco




