REDAZIONE@AOSTANEWS24.IT

Code in Pronto Soccorso, è polemica. Ma l’Usl ribatte: “boom di accessi nelle feste, è crisi nera per tutti i PS”

di Redazione

di Redazione

L’Azienda sanitaria ha risposto alle polemiche che si sono scatenate in Consiglio Valle in merito all’aumento del fenomeno dei pazienti parcheggiati in Pronto Soccorso del Parini per un tempo eccessivo. A sollevare la questione in Consiglio regionale il capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin

L’Usl però ribatte, segnalando il grande aumento di accessi in PS durante il periodo festivo appena trascorso rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ben +35% di accessi complessivi, con punte del +70% se si prendono in considerazione gli accessi per i soli codici gravi. 

In totale – dal 24 dicembre 2022 all’8 gennaio 2023 – il PS del Parini avrebbe preso in carico 2765 pazienti, dei quali 776 codici bianchi (28,5%), 1631 codici verdi (59%), 317 codici gialli (11%) e 41 codici rossi (1,5%). I picchi di accesso il 27 dicembre 2022 con 206 utenti in una singola giornata e il 1 gennaio 2023 con 205.

Nello stesso periodo – dichiarano le autorità sanitarie – il servizio 118, attraverso la Centrale Unica del Soccorso, ha risposto a 3.521 chiamate da cittadini con un problema sanitario. Le missioni con ambulanza su tutto il territorio regionale sono state 1.646 e 213 i servizi che hanno richiesto l’invio di elicottero con medico rianimatore e tecnici del Soccorso Alpino Valdostano a bordo.

Quelli rappresentati sono numeri importanti che hanno messo e mettono tuttora a dura prova prima di tutto i colleghi che operano nei servizi di urgenza, ma anche tutta la macchina organizzativa che eroga prestazioni a valle del Pronto Soccorso (reparti ospedalieri, servizi diagnostici, strutture residenziali, ecc.)”, sostiene il Direttore Generale Usl, Massimo Uberti.

In particolare – continua Uberti – gli accessi al Pronto Soccorso, rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, sono fortemente incrementati (+35%) e ciò che è più preoccupante è che gli aumenti sono stati particolarmente significativi per i codici di gravità maggiori (+70% dei Codici rossi e + 52% di quelli gialli), esattamente quelli che per definizione richiedono un maggiore impegno professionale ed il ricovero ospedaliero.

Secondo le autorità sanitarie il fenomeno sarebbe in parte riconducibile all’importante afflusso turistico durante feste, che comporta la gestione straordinaria di un numero elevato di traumi provenienti dagli incidenti sulle piste da sci. Dall’altro la diffusione di una epidemia influenzale non Covid-19, ma dai sintomi ingravescenti in polmonite e bronchite avrebbe contribuito alle criticità imponendo anche chiusure straordinarie nelle sale operatorie. L’ondata di influenza – sottolinea l’Usl VdA – è stata la più imponente degli ultimi 15 anni, secondo i dati forniti dal Ministero della Salute.

L’incremento degli accessi ai servizi d’emergenza e le criticità conseguenti “sono un fenomeno che non colpisce solo la Valle d’Aosta – ha concluso Uberti – ma tutto il nostro Paese e i Paesi limitrofi: come la Svizzera dove l’ospedale di Martigny ha chiuso il Pronto Soccorso di notte per carenza di personale. Sfortunatamente proprio il fatto che il problema non sia solo della nostra Regione, rende le soluzioni ancora più impegnative ed ardue da percorrere. Per fronteggiare queste criticità la nostra Azienda ha messo in atto tutta una serie di iniziative aggiuntive volte a limitare gli effetti del fenomeno e ridurre i disagi per i pazienti. Di ciò che si è fatto e si sta facendo in tal senso, il merito va a tutti i colleghi, operatori sanitari e non, che ancora una volta si sono prodigati e a cui va il mio sincero e sentito ringraziamento”.